Quarant.eno #11 | Tabarrini, Montefalco Sagrantino Colle Grimaldesco  2001

Quarant.eno #11 | Tabarrini, Montefalco Sagrantino Colle Grimaldesco 2001


Per non dimenticare le bottiglie stappate e farci compagnia a distanza. Aspettando, rinchiusi tra casa e cantina, che passi la bufera; esorcizzando virus vecchi e nuovi, e sognando l'inizio di un mondo migliore.
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Ieri sera il Consorzio Tutela Vini Montefalco si è reso protagonista di una bella iniziativa: un grande appuntamento virtuale con i produttori, ognuno con la sua bottiglia, per un brindisi di buon auspicio e fiducia. Un modo per farsi forza a vicenda, in un momento così difficile, e un segnale di unità che ha scaldato i cuori. Almeno il mio, che ho avuto il piacere di condurre l’appuntamento.

Ovviamente ho voluto anch’io alzare il calice e partecipare al rito propiziatorio, anche se in diretta non ho svelato di che si trattasse. Lo faccio qui: Sagrantino Tabarrini 2001.

Avrei potuto scegliere diverse cose, tra quelle che ho in cantina, sicuro di essere ripagato. Un 25 Anni Caprai ’97, piuttosto che Antonelli ’96, Antano 2001 e qualcosa di Adanti con il giusto invecchiamento. Tutte bottiglie che ho adocchiato, lo ammetto.

Alla fine ho scelto questo per diversi motivi. Giampaolo è stato tra i più entusiasti nel proporre l’iniziativa di ieri e questo suo vino del 2001 ha segnato una tappa importante delle nostre vite professionali. Lo assaggiai in uno dei primi anni di degustazioni al Gambero Rosso e prese Tre Bicchieri. Era sconosciuto a tutti e fu certamente una delle sorprese di quella guida.

Come è oggi il vino, a questo punto, potrebbe sembrare irrilevante; eppure mi ha fatto ragionare su diversi aspetti. Un Sagrantino in grande forma, se devo dire subito come stanno le cose. Non ci eravamo sbagliati: ha ancora un frutto molto integro e il tannino è ormai perfettamente maturo, senza chiose amaricanti. Altrettanto onestamente c’è una qualche esuberanza tostata di troppo, che ingabbia un po’ i profumi e ammorbidisce il sorso. Questo letto con le papille di oggi, mentre per i parametri di quegli anni è certamente perfetto. E’ stato bello stappare questa bottiglia, per tutti i motivi detti e per confermare quanto le cose siano cambiate nel frattempo. Forse siamo addirittura migliorati; i vini di Giampaolo di sicuro. Ma quanta nostalgia per l’ingenuità e l’entusiasmo di allora.  


Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.