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[Dai Social] Nowack | Champagne La Tuilerie Extra Brut

«Nero come quel pagamento promesso e mai arrivato dal Consorzio del Ribelon, il corvo stava lì, immobile, indicando col suo becco appuntito la direzione dell’orrore che Joujelou si accingeva a scoprire: il frigocantina vuoto, senza nemmeno una bottiglia di Champagne». (Edgar Allan Poe, Racconti)

Più vado avanti e meno sono capace di stappare uno di questi cosi con la gabbietta e il fungo fissando una pur vaga descrizione, stilizzazione, valutazione. È sempre stato così con le bolle, ma ora la faccenda mi si è fatta definitivamente binaria, o giù di lì: non mi piace – mi piace così così – mi piace – orsù subito un’altra. C’est tous.

È in sintesi quello che con Antonio e Giovanni condividevamo nell’ultima puntata del podcast: prima ancora di essere vini da profilare in qualche flusso narrativo, questi sono la nostra consolazione nelle giornate, settimane e decadi pesanti, il premio per una cosa su un milione riuscita bene, la scarica di dopamina multivitaminica che rigenera i tessuti e combatte i radicali liberi.
È il nostro lusso prèt-à-porter, e anche se questa annata/sboccatura de La Tuilerie di Nowack non la ricomprerei, io stasera mi sento Rockerduck.

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