Wine for Fashion. Moda e vino a braccetto nell’atelier di Simonetta Doni

Simonetta Doni è una bellissima donna, e questo lo vedete da soli. Io aggiungo che vanta anche un’eleganza raffinata, sussurrata, coinvolgente. Che è già sposata e da più di vent’anni, nel suo delizioso laboratorio – atelier di Firenze, veste le bottiglie di alcune celebri case vinicole italiane, con gusto e capacità fuori dal comune.

Durante la settimana modaiola di Pitti Immagine, Simonetta organizza un evento che dire azzeccato è limitante; e che finalmente ho avuto la fortuna di vivere in prima persona. Si chiama Wine for Fashion e celebra, appunto, l’incontro tra vino e moda, “due ambasciatori del made in Italy, due eccellenze che, pur con linguaggi differenti, riescono ad esportare il fascino e la seduzione italiana…”.

Quest’anno l’appuntamento ha riportato gli ospiti, attraverso immagini e filmati d’epoca (curati dal fotografo Neri Fadigati e proiettate su un supporto innovativo dal designer Chanan Gardi), alle atmosfere pionieristiche di sessant’anni fa, quando il bianco e il nero faceva da sfondo ad uno dei momenti topici della moda italiana.

Correva l’anno 1951, infatti, quando Giovan Battista Giorgini convinse i maggiori sarti italiani dell’epoca a ritrovarsi presso Villa Torrigiani (Firenze) per presentare le proprie creazioni ad un piccolo gruppo di compratori americani. Fu un successo, il vero inizio per il mito della moda italiana. Accanto, le immagini  più recenti delle etichette firmate Doni, a dimostrazione di come “anche il vino, pur con tempi e modalità differenti, abbia seguito un percorso simile a quello della moda”.

Una giornata speciale, con qualche prelibatezza eno e gastronomica a rendere il tutto ancora più intrigante, rilassato, gioioso. Il giorno della mia incursione c’erano le crazioni di Marco Stabile del ristorante Ora d’Aria di Firenze, membro dei Jeunes Restaurateurs d’Europe. Uno bravo sul serio, che avevo peraltro già conosciuto in un paio di cene nel suo ristorante. Simonetta Doni con lo chef Marco Stabile Pappa al pomodoro con spuma di baccalà Focaccina alle alghe con tapinade di triglia, San Daniele stagionato e ricotta Insalata di coniglio Uno scorcio d’ingresso dell’atelier

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.