Paolo De Cristofaro

Paolo De Cristofaro 2Era il luglio del 1977 quando uno spermatozoo senza capelli di mio padre vinse l’allegra corsa verso la riproduzione. Ma io avevo già parecchia fretta di rompere le scatole al prossimo e diedi il primo strillo dopo otto mesi, incarnando fin da subito lo stereotipo dell’acquario ’78 di terza decade.

Vivo ad Avellino, dove tendenzialmente bevo vino e faccio finta di scriverne quando non sono impegnato ad essere bello bello in modo assurdo e a salvare il mondo. Nel girone degli alcolisti ci sono finito per colpa di una combriccola di amici appassionati di fotografia, ma soprattutto di una locandina affissa nella stanza del mio relatore di tesi, il mitico professore Panico, che ero andato a salutare il giorno dopo la laurea in Scienze della Comunicazione. Era il 2002 e si annunciava il primo Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico organizzato da Gambero Rosso, l’editore con cui ho collaborato da allora a 360 gradi. Scoprendo presto la bellezza-fregatura di questo mondo: più conosci ed assaggi, più ti rendi conto di non sapere. Solo che i corsi di aggiornamento hanno la forma del viaggio perpetuo e il materiale didattico è fatto di bottiglie da comprare e condividere compulsivamente con altri folli.

Sembra ieri, eppure sono passati già più di dieci anni, lavorativamente impossibili da sintetizzare. Tra le tante tappe, ricordo sempre con piacere le esperienze come autore e conduttore televisivo, le 13 puntate settimanali di Cantinando, le 22 di Lupus in Tabula, i documentari de Il Mangiastorie, trasmissioni sull’enogastronomia irpina e campana andate in onda su una rete di emittenti regionali. Con alcuni amici di lunga data lavoro ai contenuti editoriali del progetto Campania Stories, pensato e realizzato dopo aver collaborato alle principali iniziative di promozione sui vini della mia zona.

Nel frattempo ho scritto qualche migliaio di schede, post ed articoli, seguito e curato una decina di zone diverse per la Guida Vini Gambero Rosso, e dal 2013 sono entrato nella squadra editoriale di Enogea, fondata e diretta da Alessandro “Mapman” Masnaghetti. Mia moglie Maria Teresa mi sopporta solo perché senza Pinot Nero e Fiano non può più vivere, i miei amici hanno pietà di me perché dopo qualche gallone di vino, birra e un’altra ventina di liquidi alcolici sono effettivamente meno timido e più simpatico.