Campania Stories 2020 #2 | La tonica e solare annata 2019

Campania Stories 2020 #2 | La tonica e solare annata 2019

Mettiamola così: non tutte le pandemie vengono per nuocere, dato che lo slittamento di Campania Stories ci ha permesso di assaggiare i vini dell’ultima annata in un momento decisamente favorevole.

Per molti versi è una battaglia persa in partenza, ma non smettiamo per questo di combatterla: misurarsi con i bianchi del 2019 a fine estate 2020, anziché in primavera, offre un beneficio totale in termini di espressività e leggibilità. Forse un giorno produttori, operatori e consumatori finali se ne renderanno definitivamente conto, destinando di default questa finestra minima di pazienza, quantomeno alle selezioni più importanti.

Annata 2019 | Profilo climatico 

Inverno mite e poco piovoso; primavera più fredda e umida, specialmente nei mesi di aprile e maggio, caratterizzati da abbondanti precipitazioni che determinano rallentamenti nella crescita vegetativa, ritardi nella fioritura e processi di allegagione piuttosto irregolari.

Andamento estivo in linea con gli ultimi anni: finestre torride e afose dovute all’insediamento degli anticicloni di origine subsahariana si alternano a fasi di caldo più regolare, tipicamente legate alla presenza dell’anticiclone delle Azzorre. 
Come accaduto in diverse annate dispari del nuovo millennio (2003, 2007, 2009, 2011, 2015, 2017), è anche un’estate praticamente priva di piogge, fatta eccezione per qualche temporale isolato a fine luglio e nella parte centrale di agosto.

Sono sempre giornate solari e asciutte a ritmare la prima parte dell’autunno, con temperature al di sopra delle medie stagionali e buone escursioni termiche, mentre la seconda parte di ottobre e la prima metà di novembre propongono maggiori oscillazioni meteorologiche, sia per le piogge che per le temperature.

La raccolta delle uve si svolge in generale nei tempi canonici, in qualche caso con posticipi di circa una settimana rispetto alla precedente: dalla prima decade di settembre (per le varietà a bacca bianca destinate agli spumanti) fino alla seconda metà di novembre (nelle aree più acclivi e continentali dell’Irpinia).

Annata 2019 | Profilo espressivo

Considerando le variabili climatiche e agronomiche, la duemiladiciannove in Campania si presentava ai nastri di partenza con buone premesse, in larga parte confermate dai primi test di gruppo.

Sembra una vendemmia per certi versi speculare alla precedente. Complementare, più che antitetica: nella media vini solari e carnosi, più pieni e orizzontali se confrontati con i pari 2018, rispetto ai quali evidenziano uno scheletro nervoso comprensibilmente meno affilato e infiltrante.

Dato il limitatissimo campione di rossi 2019 presenti a Campania Stories, sono impressioni riferite soprattutto ai bianchi, che si delineano a conti fatti più articolati e prospettici di quanto si potrebbe immaginare guardando solo i dati meteorologici e analitici, senza metterli in relazione con le peculiarità varietali e territoriali della regione.

Dunque annata calda, sì, ma con alcuni fondamentali distinguo. Come già sottolineato nella sintesi (link), emergono marginali somiglianze con la 2007 o la 2011, mentre sembrano molto più evidenti i punti di contatto con la 2012 e, soprattutto, la 2015. Il che significa una quota sorprendente di vini tutt’altro che surmaturi, seduti o dal fiato corto. Piuttosto un gruppo rilevante di bianchi tonici e sfaccettati, capaci di compensare l’eventuale minus di freschezza aromatica e di linfa citrina con una pregevole definizione fruttata e uno sviluppo gustativo all’insegna di equilibrio, sapore, coesione d’insieme. 

Forse non farà palpitare totalmente i “puristi” della Campania in bianco più martellante e salata, quorum ego, puntualmente stregati invece dai più riusciti 2018 e 2016 (restando sui più recenti), ma le prime ricognizioni ci restituiscono un millesimo senz’altro meritevole di essere trasversalmente seguito con attenzione. Partendo dai Greco di Tufo: i più “tridimensionali”, almeno in questa fase, non così distanti per livello medio dalla vendemmia precedente. Ottime indicazioni anche dal Vesuvio e dai Fiano salernitani (ancora troppo indietro gli irpini), mentre appaiono meno brillanti i bianchi da Falanghina (specialmente del Sannio), dopo lo splendido filotto 2015-2018.

Vini oltretutto già pienamente approcciabili e godibili, in molti casi, ma non per questo destinati ad essere archiviati nel breve o medio periodo: da queste parti non sono necessariamente i più duri e acidi a dare regolarmente le migliori garanzie nel lungo invecchiamento, vale sempre la pena di ricordarlo. Aspettiamo allora che il quadro si completi con i tanti “ritardatari” che mancano tra selezioni, cru e “riserve”, prima di trarre conclusioni in un senso o nell’altro, e cominciamo a recuperare qualche bottiglia da ristappare con curiosità e piacere nei prossimi mesi.

Annata 2019 | I vini da seguire

* Vesuvio Caprettone Benita ’31 – Sorrentino. Bel debutto: fruttini tropicali acidi, infiorescenze e fondo affumicato; orizzontale senza appesantirsi, sviluppo tutto sulla parte salina. € 6,90 + iva

* Campi Flegrei Falanghina 2019 – Agnanum. Uno di quei casi in cui alla cieca si potrebbero confondere 2019 e 2018, più accaldato nel caso della Falanghina di Lello Moccia. Qui invece parte gialla sì, ma croccante, insieme a baccelli, humus e bucce di agrumi: sapore progressivo e diffuso, tono e misura, gli manca solo il finale. Per ora. Prezzo non comunicato

* Fiano di Avellino Bacio delle Tortore 2019 – Passo delle Tortore. Mimose, arbusti, cedro, erbe da cucina: l’inconfondibile tratto aromatico di Lapio. Carattere altocollinare confermato in pieno nel sorso tonico, ampio, reattivo. Non costa poco, ma è tra le “novità” più convincenti di Campania Stories. € 14,75 + iva

* Irpinia Greco Ermes 2019 – Antico Castello. Pescanoce, tuberi, sottobosco: l’anima viscerale del Greco in terra di Taurasi. Mai così convincente per il dialogo di forza e spinta: avvolgente, gustoso, materico ma a briglie sciolte. Prezzo non comunicato

* Greco di Tufo 2019 – Tenuta del Meriggio. Percoca, melone giallo, limetta; macchia mediterranea, resine, battigia: profilo “mari e monti” che trova sintesi nel sorso guizzante e iodato. Qualche scalino nello sviluppo, ma diversi spunti di interesse. € 7,70 + iva

* Greco di Tufo Vigna Cicogna 2019 – Benito Ferrara. Nelle ultime annate ritroviamo solo parzialmente quella potenza minerale e salmastra che ha reso il Vigna Cicogna un totem del Greco di San Paolo di Tufo, ma se lasciamo un attimo da parte il confronto versioni assolute come 2008, 2010 o 2012, questo 2019 merita sicuramente una chance per armonia e definizione. € 12,30 + iva

* Piedirosso Sabbia Vulcanica 2019 – Agnanum. Nettamente più espressivo e disponibile del Per’e Palummo pari annata, al momento: le rusticità da lieviti marchiati Moccia sono solo un pezzo del flusso magmatico, continuamente alimentato da more, mirtilli, nocciole, piante ortive. Peso medio-leggero tutto nervi e fibra: coesione, souplesse, sapore, sfizio, facilità di beva illegale. Il rosso che vorresti trovare in mescita ovunque. Prezzo non comunicato


 

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.