Quarant.eno #18 | Roccafiore, Fiorfiore 2018

Quarant.eno #18 | Roccafiore, Fiorfiore 2018

   
Per non dimenticare le bottiglie stappate e farci compagnia a distanza. Aspettando, rinchiusi tra casa e cantina, che passi la bufera; esorcizzando virus vecchi e nuovi, e sognando l'inizio di un mondo migliore.

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Tra gli skill acquisiti in questi giorni, che ci torneranno certamente utili anche in futuro, quello di saper organizzare riunioni e incontri a distanza su questa o quella piattaforma. Ne ho scoperte e usate parecchie, dal vecchio e un po’ logoro Skype a Meet, da 3CX al performante Zoom.  

Non è come incontrarsi in cantina o in una fiera (oggi sarebbe stato il terzo giorno di Vinitaly, per dire), ma in qualche modo bisogna pur fare ed è capitato anche al sottoscritto di assaggiare un vino davanti allo schermo di un pc, con gente dall’altra parte probabilmente in pantofole.

Tra gli incontri più fluidi e riusciti, giusto nei tempi e nell’approccio, quello con la cantina Roccafiore di Todi, il suo condottiero Luca Baccarelli, alcuni amici e colleghi dell’enomondo. Due i calici sul tavolo e altrettanti i vini, al debutto nelle rispettive annate, tra cui il Grechetto Fiorfiore 2018.

L’uva più piantata in Umbria cerca linee guida e stili che sappiano rispettare varietà e territorio. Il Fiorfiore lo fa in maniera originale e moderna, anche grazie ad una maturazione in botte grande ormai impeccabile. Lontane le esuberanze tostate e gli eccessi degli esordi, qui si gioca di fioretto, sul filo di un equilibrio che le annate classiche intercettano in scioltezza. Come la 2018, brillante nei profumi di fiori e zest di limone, polline e terra mossa, attraversati da una scia salmastra che torna in bocca, a dare ampiezza a sapore a un sorso di gran verve.  


Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.