Pillole di Wine Club #27 | Orizzontale Fiano di Avellino 2009

Pillole di Wine Club #27 | Orizzontale Fiano di Avellino 2009

Questa è la storia di una cantonata. La mia, ça va sans dire: chi altri poteva riempirsi la cantina di Fiano 2008 (perlopiù invecchiati precocemente), trascurando colpevolmente l’annata successiva?

Considerando le due orizzontali con cui abbiamo avviato la quinta stagione del Tipicamente Wine Club, devo per forza riconoscere di essere stato troppo cattivo con i bianchi irpini 2009 in concomitanza con la loro uscita. Ed è senz’altro vero che il loro percorso decennale si è rivelato a conti fatti superiore alle attese, specialmente per quel che riguarda il livello medio di integrità, qualità di sapore e piacevolezza. Ma chiedo ugualmente attenuanti e clemenza, signori della corte: retrospettiva dopo retrospettiva, oggi possiamo affermare con crescente cognizione di causa che questo è o dovrebbe essere il rendimento abituale per la tipologia in una vendemmia medio-buona. La 2009 resta tale, evidenziando comunque un minus di densità e nerbo rispetto a quelle realmente “super”. L’eccezione è semmai rappresentata da quella 2008 così misteriosamente deludente alla prova del tempo.

Non mi dilungo oltre, rimandandovi alla precedente “pillola” di racconto, dove recuperate la scheda climatica e agronomica sul millesimo (link). Spazio invece ai vini che ci hanno regalato una serata ricca di spunti e soddisfazioni nella calda atmosfera di Villa Raiano.

Guido Marsella – Fiano di Avellino 2009

Tra tante sorprese, una conferma: quello di Guido Marsella è “il” Fiano dell’annata (e probabilmente la migliore versione proposta dalla cantina di Summonte nell’ultimo decennio, prima dell’eccitante 2016 – link).
Il profilo aromatico è a dir poco variopinto sulle classiche sensazioni marselliane “mari e monti” (trementina, erbe medicinali, macchia mediterranea, battigia, su sottofondo linfatico perfino giovanile), ma è la bocca a fare la differenza: la più completa per intensità, compattezza, allungo. Ricco, salmastro e verticale insieme: quando Marsella è al suo meglio, pochi Fiano riescono a sfidarlo sul terreno della “tridimensionalità”.

Ciro Picariello – Fiano di Avellino 2009

Ancora Summonte sugli scudi (seppur qui con un contributo di uve provenienti da Montefredane) per quello che alla distanza si rivela come il Fiano 2009 più affascinante e sfaccettato sul piano olfattivo.
Fiori di campo, erbe officinali e mojito con continui apporti “fluviali”, è un naso che bordeggia la perfezione in nitidezza, energia e complessità: poco importa se alla bocca manca un plus di grip ed espansione, perfettamente compensata dalla silhouette longilinea e armonica, non certo sprovvista di sapore e contrasti. Senza dubbio il vino maggiormente cresciuto in bottiglia rispetto alle impressioni iniziali.

Villa Diamante – Fiano di Avellino Vigna della Congregazione 2009

Ci mette un bel po’ a scrollarsi di dosso la decisa impronta riduttiva che ci fa sbizzarrire nei riconoscimenti (salamoia, guanto di lattice, insalata di mare, pasta e broccoli, frittata di cipolle), ma vale la pena di aspettare che l’ossigeno e la sosta nel bicchiere facciano il loro lavoro. Dopo un’oretta si ricompone pienamente l’identikit espressivo paradigmatico del Vigna della Congregazione d’antan, il più “chablisien” dei Fiano irpini: scorze d’agrumi, pietra focaia, farina di castagne, curry.
La bocca va di pari passo, serrata e scontrosa sulle prime, decisamente più distesa ed energica riassaggio dopo riassaggio, trascinante grazie soprattutto al prezioso scheletro salato. Inimitabile.

Di Prisco – Fiano di Avellino 2009

Se tre indizi fanno una prova, possiamo tranquillamente concludere che la 2009 sia annata da ricordare alle falde del Partenio. Arriva infatti da Sant’Angelo a Scala una delle migliori versioni di sempre per il Fiano firmato da Pasqualino Di Prisco: più silenzioso di altri sulle prime, si assesta pian piano su tracce muschiate e delicatamente affumicate, per poi liberare un corredo maggiormente arioso di fiorellini, erbe lacustri e cespugli marittimi.
La bocca conferma l’assetto “sottrattivo”, coniugando coesione, spinta e sapore, con una perfetta integrazione delle componenti alcoliche.

Tenuta Sarno 1860 – Fiano di Avellino 2009

Gran bella evoluzione anche per la vendemmia con cui debuttò Maura Sarno, proponendosi da subito come protagonista di primo piano del comparto fianista: allegro e gioviale tra suggestioni fiorite e affumicate, regala oggi un tocco “altoatesino” senza rinunciare alla solarità appenninica che rende riconoscibili i vini di Candida. Una leggera diluizione alcolica gli toglie qualcosa nella progressione, ma resta pienamente convincente per sapidità e misura.

Sanpaolo – Fiano di Avellino Lapio 2009

Altro esordio, ovvero il primo millesimo in cui le Cantine Sanpaolo presentarono due selezioni “comunali” da Montefredane e Lapio. Se il primo appare oggi un po’ troppo algido, Lapio è decisamente più intrigante nella veste floreale e balsamica, con tocchi resinosi più evidenti nello sviluppo gustativo. Più orizzontale e ammandorlato di altri, mostra comunque un impianto tenace.

Villa Raiano – Fiano di Avellino Ventidue 2009

Ancora una prima volta: con l’annata 2009 (coincisa con l’avvicendamento tecnico in cantina tra Luigi Moio e Fortunato Sebastiano) parte il progetto “cru” di Villa Raiano. Anche in questo caso Lapio (Ventidue) batte Montefredane (Alimata): le luminose timbriche “gialle” di frutta estiva e agrumi canditi riportano immediatamente ad Arianiello e dintorni, così come la stoffa morbida e avvolgente del sorso, appena in debito di sprint sapido.

Quintodecimo – Fiano di Avellino Exultet 2009

I bianchi di Quintodecimo rappresentano un unicum nel panorama stilistico irpino e non è sempre agevole inquadrarli nel confronto con altre espressioni maggiormente giocate su nerbo e slancio. 
Riuscite come l’Exultet 2009 spiegano tuttavia perché possono aggiungere un pezzo al puzzle in termini di ricchezza interpretativa: le note riconducibili al rovere sono qui ingentilite e sfumate, messe al servizio di un corredo brillante e solare (pistilli, infiorescenze, scorza di cedro), ma soprattutto di un sorso tonico, solido ed equilibrato che segue l’attacco dolcemente rotondo.

Tipicamente Wine Club – Le puntate precedenti

Pillole di Wine Club #1 | Orizzontale Greco di Tufo 2003-2004
Pillole di Wine Club #2 | Orizzontale Fiano di Avellino 2002-2003
Pillole di Wine Club #3 | Orizzontale Taurasi 2000-2001
Pillole di Wine Club #4 | Doppia Verticale Caracci e Pietraincatenata
Pillole di Wine Club #5 | Verticale Barolo Vignarionda Massolino
Pillole di Wine Club #6 | Verticale Patrimo Feudi di San Gregorio
Pillole di Wine Club #7 | Verticale Fontalloro Fèlsina
Pillole di Wine Club #8 | Verticale Montevetrano Silvia Imparato
Pillole di Wine Club #9 | Verticale Tenuta Frassitelli Casa D'Ambra
Pillole di Wine Club #10 | Costa d’Amalfi: varietà, sottozone, interpreti

Pillole di Wine Club #11 | Verdicchio: zone, stili, interpreti
Pillole di Wine Club #12 | Nebbiolo e Alto Piemonte: zone, stili, interpreti
Pillole di Wine Club #13 | Orizzontale Barolo 2004
Pillole di Wine Club #14 | Aglianico del Vulture: zone, stili, interpreti
Pillole di Wine Club #15 | Doppia Orizzontale Taurasi 2003-2004
Pillole di Wine Club #16 | Brunello di Montalcino: zone, stili, interpreti
Pillole di Wine Club #17 | Doppia Verticale Terra di Lavoro-Serpico
Pillole di Wine Club #18 | Doppia Orizzontale Greco di Tufo 2005-2006
Pillole di Wine Club #19 | Doppia Orizzontale Fiano di Avellino 2004-2005
Pillole di Wine Club #20 | Doppia Orizzontale Fiano di Avellino 2006-2007
Pillole di Wine Club #21 | Orizzontale Taurasi 2005
Pillole di Wine Club #22 | Doppia Orizzontale Greco di Tufo 2007-2008
Pillole di Wine Club #23 | Orizzontale Taurasi 1999
Pillole di Wine Club #24 | Alto Mediterraneo all'Osteria del Gallo e della Volpe
Pillole di Wine Club #25 | Orizzontale Fiano di Avellino 2008
Pillole di Wine Club #26 | Orizzontale Greco di Tufo 2009

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.