Weekend | Costa dei Trabocchi-Colline Teatine-Maiella (seconda parte)

Weekend | Costa dei Trabocchi-Colline Teatine-Maiella (seconda parte)

Detto della sosta on the road da programmare e della cantina da visitare (link), continuiamo a coacervare tra alcune delle deviazioni che si possono comodamente infilare in un weekend in provincia di Chieti.

Di Zitumassin – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6634055

La passeggiata in spider cabriolet: da Ortona a Vasto

Per brevità “macchine da pesca su palafitta”, i trabocchi (o trabucchi o travocchi o bilance) rendono ancora più affascinante ed inconfondibile con la loro presenza il tratto di costa adriatica che collega Ortona a San Salvo, passando per San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto.

Senza farla tanto lunga, dunque: via il tettuccio alla vostra Spider cabriolet (chi non ne ha una?) e lasciatevi andare lungo la Statale 16 prima che le spiagge si affollino, fermandovi di tanto in tanto tra insenature, promontori e lungomari. A Fossacesia, voi che praticate il kitesurfing, noi a curiosare e rifocillarci in uno dei vari trabocchi riconvertiti a ristoranti marini.

Il momento cultura: Museo Archeologico di Chieti

Perché mica pensiamo solo a mangiare e bere, noi (se se, credeteci). E quindi quando scatta l’insostenibile sete di conoscenza: direzione Chieti. Che è prima di tutto una bella cittadina, checché ne dicano gli stessi teatini. E che ospita presso Villa Frigerj il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo (MANDA), la più importante raccolta documentale della regione, dalla protostoria alla tarda età imperiale (link). 

Senza nulla togliere alle sale tematiche, dedicate alle tribù e popolazioni che occuparono nell’antichità i diversi distretti abruzzesi, il Museo merita la visita anche solo per lo spazio espositivo al piano terra. “Al di là del tempo”: l’allestimento curato dal maestro Mimmo Paladino, interamente consacrato a una delle opere più importanti e significative dell’arte italica.

Il Guerriero di Capestrano – Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo, Chieti

E’ il cosiddetto Guerriero di Capestrano, scultura in calcare tenero presumibilmente modellata nel VI° secolo avanti Cristo, rinvenuta da un contadino nel 1934 nei pressi di Capestrano (AQ). Non è solo l’imponenza (oltre 2 metri di altezza) e il perfetto stato di conservazione a stupire: i dettagli delle armature, le forme quasi femminee armonizzate nella figura dichiaratamente maschile, il copricapo simil sombrero: lo rendono un vero e proprio pezzo unico.

La famiglia Cataldi Madonna ha scelto di raffigurarlo sulle proprie etichette e, a pensarci bene, restando ad osservarlo per un po’ in silenzio si capiscono più cose sui vini abruzzesi, sulle loro identità e temperamenti, di quante se ne possano ricavare da una classica descrizione ampelografica, territoriale, organolettica.

Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo
Presso Villa Frigerj
Via Guido Costanzi – Chieti
Chiuso il lunedì, domenica aperto dalle 8:30 alle 14

Arcangelo Tinari

Il pranzo: Villa Maiella, Guardiagrele (CH)

Ma contemplare mette appetito, si sa. E allora chiudiamo il nostro breve viaggio a Guardiagrele, grazioso borgo ai piedi della Maiella.

Prima ci mettiamo pazientemente in coda per prelevare il nostro souvenir: le sise delle monache, tradizionale dolce locale che deve il suo nome a tre protuberanze tondeggianti di pan di spagna farcite con crema pasticcera. Il giovane Emo Lullo ha contribuito a riportarlo in auge, recuperando la ricetta del nonno, e la sua fama travalica ormai da tempo i confini del paese (link).

E quindi arriviamo ancora più affamati a Villa Maiella, l’hotel-ristorante della famiglia Tinari che ci attende a poche centinaia di metri dal centro storico. Anche in questo caso nessuna scoperta: parliamo di un punto fermo della ricettività teatina, trasversalmente riconosciuto ed apprezzato ben oltre la stella Michelin attribuita nel 2009 (link).

Pascal Tinari

Angela e Peppino, insieme ai figli Arcangelo (chef) e Pascal (maître): la chiave è tutta qua. Un sentire comune che si palesa per l’intera permanenza e che sembra avere come unica bussola il desiderio di far stare bene le persone. Facile a dirsi, molto meno a concretizzarsi. Specialmente in domeniche complicate come quella in cui siamo capitati, con quasi 100 coperti e diversi tavoli grandi da seguire in contemporanea.

Invece una sala gestita con enorme padronanza, precisione, naturalezza. Adeguando i tempi di servizio alle esigenze degli ospiti, integrando perfettamente la sequenza dei piatti con quella dei vini, lasciando spazio a variazioni personalizzate, e tanto altro ancora. Non mi stancherò mai di sottolinearlo: questo tipo di attenzione, questa continua presenza che non si fa invadenza o pinguinismo, questa capacità di mettere a proprio agio senza inutili ansie dimostrative, sono oggi per me la prima e più importante motivazione per scegliere un posto e tornarci, a prescindere dalla tipologia di indirizzo.

Ma il filotto di soddisfazione è totale, grazie a una proposta gastronomica che si pone in piena continuità con lo spirito rilassato ed empatico che aleggia a Villa Maiella. Una cucina di prodotto, per capirci subito, ancorata a grandi materie prime: in molti casi di provenienza “interna”, come ortaggi, salumi, carni, uova e molto altro che arriva dall’azienda agricola e dagli allevamenti di famiglia. 

Una cucina tutt’altro che cerebrale, materica nel senso migliore del termine, che non rinuncia alle deviazioni, ai giochi, agli omaggi (come il finocchio “fondente” su baccalà caro a Michele Bras, una delle esperienze più importanti per Arcangelo prima del ritorno a casa). Restando sempre comprensibile e riconoscibile, senza bisogno di infilare ovunque la retorica della tradizione. La cucina abruzzese borbonica italica contemporanea che ci piace. 

Conto sui 70 euro a persona (vini esclusi) per un menu deluxe, denso di sfizi: sì, sto parlando anche dell’oppio-ketaminico carrello dei formaggi.

Dadolata di cavolo con mollica croccante

 

 

Finocchio fondente con pelle di baccala' croccante

 

Salumi famiglia Tinari

Tartare di manzo con lattuga alla brace

 

Carpaccio di manzo marinato al caffe'

La "matrice" con guanciale e zafferano

Spaghettoni con cime di rapa e lumache

Pallotta cacio e ova

Battuta di agnello in crosta

Maialino nero

Costoletta di agnello

 

Villa Maiella
Via Sette Dolori, 30 – Guardiagrele (CH)
Telefono 0871 809319
www.villamaiella.it
info@villamaiella.it

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.