Le indagini dell’Ispettore Palma #1 | La pasticceria italiana

Le indagini dell’Ispettore Palma #1 | La pasticceria italiana

Anno nuovo, contributi nuovi. In realtà lo conoscete già: prima di tutto come vice-capo dei Mangiamorte (link), la famigerata organizzazione clandestina che si prefigge come missione primaria di combattere contro la corruzione del gusto. E’ l’Ispettore Palma, enogastro-detective di fama mondiale. 
Nei prossimi mesi seguiremo le sue scomode indagini sotto forma di editoriali, interviste, report, infografiche e fatture elettroniche (inutile dire che ci dissociamo preventivamente da ogni contenuto, scusandoci fin da ora con le migliaia di persone che si sentiranno offese dal suo proverbiale stile diretto e tagliente)

Ispettore Palma, vice-capo dei Mangiamorte

Spesso si genera confusione andando a mettere nello stesso calderone i dolci di alta pasticceria con quelli della tradizione, errore che va ovviamente evitato. 

I migliori nell'alta pasticceria sono ovviamente i nordici: piemontesi, lombardi, veneti ed altoatesini. Ciò deriva naturalmente dalla forte influenza storica di Francia ed Austria, che sono notoriamente le patrie dei più grandi maestri pasticceri. 

Sui dolci tradizionali, invece, è fuor di dubbio che i migliori siano i nostri, intesi come italiani e quindi Emiliani. Nulla infatti dà goduria come mascarpone, budini vari, torta di riso, zuppa inglese, peschine e via discorrendo.

Sono dolci che possono tranquillamente essere preparati in casa (pur presentando notevoli complessità, motivo per cui pochi li sanno fare davvero bene); non hanno un aspetto fashion, ma tantissima sostanza e spettacolare golosità.

Più a sud dell'Emilia in pratica non esiste l'alta pasticceria ed i dolci tradizionali sono tra il tristarello e l'immangiabile. Si possono trovare prodotti gommosi, privi di zucchero, esageratamente dolci o mappazzoni immondi alla ricotta, ma mai qualcosa di veramente degno. 

I meno peggio sono il babà napoletano ed i cannoli siciliani, ma se ne potrebbe comunque benissimo fare a meno.

[continua…]