Niko Romito | Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Niko Romito | Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Durante Identità Golose sono stato alla presentazione del libro di Laura Lazzaroni: Altri grani, altri pani. 

Un testo che sono felice di avere nella mia libreria. Parla di botanica e agronomia, agricoltori e mugnai, panificatori e ristoratori attraverso le storie dei protagonisti. La ricerca sui grani antichi è essenziale ed è trattata con classe, laicità e visione contemporanea. Non si cade nella retorica del “bel tempo andato” e la via del recupero è affrontata con lucido pragmatismo. 

Un diario di viaggio, nel tempo e nello spazio, alla ricerca delle migliori esperienze mondiali sul tema. Mi fermo qui. Per ora ho ascoltato le parole dell'autrice e ho sfogliato le pagine del libro voracemente, perdendomi in alcuni racconti presi a caso. Il quadro completo arriverà col tempo, senza fretta, sbocconcellando tra i capitoli a seconda dell’appetito. Non è un testo che scade, questo. 

Tra le righe, nel senso letterale del termine, e sul palco della presentazione anche Niko Romito, forse il cuoco italiano più denso e profondo del momento. 

Le sue parole mi hanno molto colpito. Ci sarebbe tanto da dire e da riflettere, dal pane fatto dai cuochi per i propri locali, costi e benefici compresi, ai progetti futuri che vedranno nascere un forno e un equipe di panificatori sotto la sua guida. Mi fermo alla questione del pane al ristorante; alle scelte fatte in controtendenza, poi diventate di moda, e ad un approccio che è tanto radicale e complesso nel pensiero attuativo quanto immediato, lineare e semplice nel risultato. 

Ecco l’intervista sul tema e le parole di Niko Romito senza filtri. Buona visione.       

 

 

 

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.