L'anteprima dell'anteprima dei Brunello 2013

L’anteprima dell’anteprima dei Brunello 2013

A Sangiovese Purosangue c’erano anche i Brunello. Ovvio. Meno scontato che tra le bottiglie in assaggio fossero presenti anche alcuni vini dell’annata 2013, quella che per intenderci sarà presentata a Febbraio nel consueto appuntamento di Benvenuto.

Un’anteprima dell’anteprima su cui mi sono ovviamente fiondato, traendo conferme positive dopo gli assaggi di botte fatti in questi anni.
 
Le premesse su quel che si cerca, quando si parla di vino e di vendemmie, sono d’obbligo. Oggi più che mai. Dunque, prima che qualcuno mi salti addosso, dichiaro che le valutazioni sono da parametrare al gusto del sottoscritto. Uno che, per dire, non ci pensa due volte a stappare un 2002 al posto di un 2003 o che, rimanendo focalizzati sui Brunello, ribalta senza pudore le gerarchie del Consorzio tra la 2012 (*****) e la 2013 (****).  
 
In attesa di avere il quadro completo, metto via i soldi che non ho per riempire la cantina del millesimo in uscita. “Vecchio stile” e “anni 80”, secondo l’enologo Paolo Vagaggini. Un classico contemporaneo, direi io se sapessi che cavolo significa.

Di sicuro le maturazioni delle uve sono state graduali e tardive, a garanzia di vini che a me paiono equilibrati, forse non stupefacenti ma dettagliati. Brunello di ottima finezza, più complessi che intensi e strutturati. Dritti, eleganti, profondi e, a istinto, capaci di invecchiare bene.
 
Queste le mie impressioni. Al tempo, come sempre, il compito di confermarle o smentirle. Nell’attesa comincio a prendere appunti:
 
 
Corte dei Venti – Brunello di Montalcino 2013 ***+
 
Lo stile è di per sé originale, assai sottrattivo, snello e infiltrante, figuriamoci il vino in un’annata non certo generosa. Naso fine e ancora timido, frutto che sfuma su un’idea di pomodoro verde, bocca verticale, succosa e saporita anche se non monumentale. Intrigante quanto destinato a dividere, non c’è dubbio.

Le Chiuse – Brunello di Montalcino 2013 *****
 
Più indietro di altri, ma che vino! Sulle sue, certo; riflessivo e poco accondiscendente, magari, eppure capace di sedurre. Forse proprio per questo. La bocca austera non fa mancare il succo, l’equilibrio è mantenuto senza fatica e il sale accompagna il sorso fin quando ce n’è.
 
Il Marroneto – Brunello di Montalcino 2013 *****
 
Naso di ottima dolcezza fruttata ma affatto monolitico, anzi capace di sfumature bellissime e dettagli improvvisi. Emergono via via sensazioni terragne di radici e il rabarbaro si prende la scena alla distanza. Bocca serissima, più austera del naso, di impatto e dinamismo.
 
Il Marroneto – Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2013 ****+
 
Valutazione figlia dell’estrema gioventù e di un vino in divenire, va detto. Un condensato di forza ed energia pronto ad esplodere, dalla dolcezza aromatica prepotente e con una specie di totem che simboleggia virilità al posto della bocca. Spalla ed estrazione, volume mai fine a sé stesso, scie speziate eleganti ma decise. Se tutto andrà al suo posto, nessun traguardo è impossibile.

 
 

 

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.