Agnanum | Pèr’ ‘e Palumm 2015

Agnanum | Pèr’ ‘e Palumm 2015

Riassaggi alla cieca.

(cioè infilato chiodo nell’occhio dopo spulciato ultime quotazioni Monfortino ’10 ergo gioco forzatamente come Hugh e Jancis al bar con gli amici)

Rosso di sera, almanacco del giorno dopo: Vecchio Mondo.

Riverbero di santi pazienti, poeti resistenti al cemento e navigatori del provvisorio: Italia.

Salsedine di sirene in nariciorecchieOdissee legate al palo: Mediterraneo Sud.

Qua una volta era tutta felicità: Campania.

Nel mezzo del camin di nostra vita mi ritrovai per una selva ‘o scuro,
ché il fuoco illumina a giorno ma il fumo è buio;
terra ar-dente comunque meglio che scotta
e befana cumana ai bimbi buoni cenere e carbone:
Campi Flegrei.

Gelsomirto, lavanda, geranio, pepe nero: Piedirosso.

Mulignane a fungetiello, piennoli e friarielli: Napoli.

Pomiciamo vista mare: Cratere degli Astroni.

Cavalli di razza non abbisognano di ippodromi né di lotterie: Agnano.

Lingua si scioglie nell’ora del meritato riposo, reidratato da gocce salate e parole senza cazzimma: Raffaele Lello Moccia.

Perfino l’amaro si fa dolce nella luce del vulcano: 2015.


 

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.