Al cool

Al cool

Ok, i polifenoli e la venerazione del resveratrolo. Però il vino contiene anche alcol, non proprio un toccasana per l’organismo umano.

Tranquilli che non avete sbagliato canale. Non ho nessuna intenzione di avventurarmi in pipponi salutistici: non ne sono capace, non ne ho voglia e sarei credibile come una comunità vegana che si occupa di porchetta.
 
Vorrei però parlare di alcol. Di come interagisce con le altre sostanze, nel vino e in altre bevande che lo contengono; del modo in cui sa veicolare gli aromi e di quando, al contrario, li rovina irrimediabilmente.
 
Eggià. Non dipende, almeno non del tutto, dal “grado”. 12°, 13° o 14° in volume possono essere pochi o tanti a seconda dei casi e del risultato nel suo complesso. Anche gli alcoli vanno messi in relazione a tutto il resto e non ha senso sparare sentenze dopo aver letto un numeretto in etichetta.
 
Ovviamente la sensazione calorica, o meglio pseudo-calorica, ha a che fare con la sua presenza. In certi casi tutto appare in ordine e il liquido che stiamo bevendo sembra scorrere via in maniera armoniosa e piacevole. In altri, purtroppo, si percepisce una fastidiosa nota etilica, sia al naso che in bocca. In questi casi gli aromi percepibili sono pochi, visto che le sfumature sono come bruciate e non restano che quelle più grossolane, col palato che pare incendiarsi, rendendo difficile il sorso e annientando la persistenza.
 
E' il caso di molti vini e peggio ancora di bevande dal grado alcolico più elevato, come ad esempio i distillati. Qui la partita si fa ancora più difficile ma i casi virtuosi non mancano. Grandi whisky e rum di estrema finezza si prendono gioco del grado elevato e fanno apparire tutto in armonia, capaci di scaldare senza bruciare.
 
Pensavo a questo assaggiando la Vodka VKA dell’ex cuoco Luca Pecorini. Prodotta in Toscana con quattro tipi di grani teneri antichi (verna, bolero, bologna e sieve), coltivati in regime biologico, ha profumi sfumati e intensi, dai fiori di campo alle erbe officinali, che sbocciano in una bocca cremosa e avvolgente, capace di contenere con classe i sui 40°. Più cool che alcool, verrebbe da dire.

 

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.