Pillole di Wine Club #18 | Doppia Orizzontale Greco di Tufo 2005-2006

Pillole di Wine Club #18 | Doppia Orizzontale Greco di Tufo 2005-2006

Va in archivio l’ottavo appuntamento del Tipicamente Wine Club – Calendario 2016/2017, dedicato alla doppia orizzontale di Greco di Tufo 2005 e 2006.

Serata didattica, più di altre, incentrata su quello che da circa un trentennio è senza dubbio il vino “leader” del comparto irpino per volumi produttivi, notorietà e riscontro commerciale. Bianco popolare, nel senso migliore del termine, nonostante il suo carattere intrinsecamente spigoloso e talvolta anarchico. Consacratosi via via anche nella considerazione di critici e bevitori “evoluti”, che in passato si sono spesso trovati a trattarlo come una sorta di fratello scapigliato del più composto e “borghese” Fiano di Avellino.

Un processo di consolidamento alimentato da molteplici fattori, come sottolineato a più riprese su queste pagine. Da una parte è sotto gli occhi di tutti la crescita della proposta collettiva, tanto sulla qualità media quanto sulle punte. Vendemmia dopo vendemmia i produttori si dimostrano sempre più consapevoli e capaci di misurarsi con quello che è probabilmente il vitigno irpino a bacca bianca più complicato da gestire in vigna e in cantina.

?

Dall’altra si è sicuramente affinata la conoscenza della tipologia da parte degli assaggiatori. Che hanno gradualmente compreso quanto fossero in buona sostanza inefficaci per il Greco di Tufo certi modelli interpretativi, abitualmente adottati per raccontare i più blasonati bianchi europei. Ha davvero poco senso approcciarvisi come fosse uno chardonnay di Borgogna, un Loira, un riesling teutonico o, appunto, un Fiano irpino. A maggior ragione se consideriamo la sua genetica vocazione “mimetica”: cambia pelle in continuazione, il Greco, in rapporto alle diverse opzioni viticole ed enologiche. 

Il panorama stilistico non è mai stato così ampio e variegato, basta un’orizzontale completa sulla denominazione per rendersene conto. Ci confrontiamo annualmente con un centinaio di etichette riconducibili ad almeno 4-5 macro-famiglie espressive ben distinte. C’è il tipo dolce-fruttato e quello asciutto-minerale, il tropicaleggiante e il sulfureo, il buccioso e l’agrumato, quelli potenti e salati al limite dell’aggressivo, quelli grassi e maturi fin da subito, come quelli decisamente più sottili e verticali, eccetera eccetera. Non è facile orientarsi, ma di sicuro non ci si annoia.

?

C’è un ulteriore aspetto da considerare. Nonostante i passi in avanti, il Greco non è ancora riuscito ad accreditarsi a pieno come tipologia da invecchiamento. Là dove la formula serve ad inquadrare i vini che non solo sanno farsi trovare in forma a distanza di tempo, ma in qualche modo richiedono una finestra di attesa per esprimersi in tutta la loro armonia e complessità. Da questo punto di vista, il confronto sul lungo periodo con l’universo Fiano resta in buona misura penalizzante per il bianco tufese, soprattutto per quel che riguarda l’integrità aromatica. 

Come sappiamo, molto ha a che fare con il dna stesso del vitigno: grappolo serrato, buccia sottile, elevata sensibilità a marciumi e scottature, varietà neutra, già di suo povera di aromi primari e invece ricca di materia “instabile” (catechine, antociani, proteine, polifenoli, tannini). Fatto sta che, ad oggi, si configurano come esempi un po’ isolati quei Greco di dieci e più anni che non presentino sporcature ossidative e dimostrino di aver tratto decisivo giovamento dalla sosta in bottiglia. 

Un quadro tendenzialmente confermato dalla nostra doppia retrospettiva. D’altronde ci siamo confrontati con due millesimi molto diversi, quasi speculari (2005 irregolare e molto piovosa tra fine agosto e inizio ottobre, 2006 calda e solare, acquazzoni tardo-estivi a parte), accomunati tuttavia dalla loro appartenenza all’ “era di mezzo” della storia produttiva irpina. Le prime annate davvero collettive, dopo la fase pionieristica e la lunga transizione da oligopolio a distretto con decine e decine di protagonisti.

?

Sintetizzando: abbiamo pescato una serie di buone bottiglie, pochi campioni davvero deludenti o del tutto scollinati, ma per quanto mi riguarda nemmeno il fuoriclasse assoluto, quello che da solo vale il viaggio, come si dice in questi casi. Ho comunque la sensazione che le prossime orizzontali decennali offriranno maggiori spunti e soddisfazioni, specialmente quando rimetteremo mano ai 2008, 2010, 2012, ma anche ad annate più “piccole” come 2009 o il tandem 2013-2014. Saremo qui a renderne conto come sempre, nel frattempo vi saluto con la solita rapida rassegna sugli assaggi trasversalmente apprezzati dalla tavolata.

Cantina dei Monaci – Greco di Tufo 2005

Anice, finocchietto, iodio, un che di fianeggiante al naso. Bocca decisamente più “grecosa”: gioventù e nerbo, con un plus di contrasto sapido-minerale sarebbe stato un piccolo capolavoro.

Di Prisco – Greco di Tufo Pietrarosa 2005

Se devo portarne via uno solo dalla serata, scelgo questo. Aromaticamente integro e multidimensionale, tra terra mossa, tuberi, erbe secche, cedro. Sorso compatto e salato, appena asciugato dalla chiusura alcolica e tannica.

Pietracupa – Greco di Tufo 2006

Ricordo bottiglie più espressive e brillanti, ma resta un Greco paradigmatico nel suo stile “teutonico”. Lime, resine, frutti di mare, solo un po’ troppo contratto e sottrattivo nella dinamica gustativa.

Mastroberardino – Greco di Tufo Novaserra 2006

Nitido e definito fin dal primo impatto, agrumi e balsami a ritmare il sorso più delle sferzate acide e minerali. Profilo algido, forse, ma senza dubbio uno dei più solidi e prospettici.

Feudi di San Gregorio – Greco di Tufo Cutizzi 2006

Ananas, spezie, leggero burro: non esattamente l’emblema del Greco “contadino”, anche e soprattutto per la dolce rotondità palatale. Eppure capace di trovare un suo equilibrio nel fitto scheletro orizzontale e negli apporti citrini.

Tipicamente Wine Club 2016/2017 – Prossimo appuntamento

Il prossimo appuntamento del Tipicamente Wine Club è in programma Mercoledì 5 Aprile, con la Doppia Orizzontale Fiano di Avellino 2004-2005 (assaggio alla cieca di 24 vini, 12 Fiano del 2004 e 12 del 2005).
N. B. degustazione riservata in via prioritaria ai “fedelissimi” del programma 2016/2017


Pillole di Wine Club #11 | Verdicchio: zone, stili, interpreti
Pillole di Wine Club #12 | Nebbiolo e Alto Piemonte: zone, stili, interpreti
Pillole di Wine Club #13 | Orizzontale Barolo 2004
Pillole di Wine Club #14 | Aglianico del Vulture: zone, stili, interpreti
Pillole di Wine Club #15 | Doppia Orizzontale Taurasi 2003-2004
Pillole di Wine Club #16 | Brunello di Montalcino: zone, stili, interpreti
Pillole di Wine Club #17 | Doppia Verticale Terra di Lavoro-Serpico

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.