EnoCalendario degli assaggi | Primo Quadrimestre

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Non so voi, ma io sono un meteobeveropatico.

Risento, cioè, di ogni minuscola variazione di temperatura, pressione, umidità. Nella forma fisica e nell’umore, e quindi anche nei bisogni stappatori. Molti dei quali ricorrono nel corso dell’anno, come riflessi pavloviani, assecondando il mood ciclico del tempo e del bicchiere che si riempie e si svuota. Non so cosa ho detto, ma suonava bello e allora, come direbbero Erro e Ciriello in onore di Nicola Pugliese: pure questo ce lo mettiamo.

Raccontatemi i vostri, ché io vi schematizzo i miei.

Gennaio: si viene dalle feste, bisogna stare leggeri. E dunque Borgogna Rossa, consigliata in tutte le principali diete: se ne va un millino per 6 bottiglie buone e non ti rimangono soldi per la spesa. Smetti perciò di mangiare e in estate sei un figurino.

Febbraio: sangue di Giove, dall’ #Adriatico al #Tirreno, passando per l’ #Appennino. In tutti i luoghi e tutti i laghi, insomma, per onorare San Remo ma soprattutto sua divinità il #porcomaiale. Che chiama tannini scaleni e acidità sgrassanti da un soffritto o una lasagna, e da tutto quanto fa Carnevale. A proposito, di solito a febbraio mi travesto da degustatore e mi imbuco alle Anteprime Toscane: allora un ripasso di Chianti, Nobili e Brunelli fa sempre bene.

Marzo: quello pazzerello, che esce il sole e prendi l’ombrello. Anarchicamente sintonizzato con le tipologie dispari, a cui trovi sempre un posto in cantina ma poi non sai mai esattamente dove e quando stappare. Se quaresima deve essere, dunque, che sia “espiata” con metodi ancestrali, orange wine, vernacce e malvasie varie, trebbiani con l’etichetta gialla di Loreto Aprutino, Jura sotto e sopra velo, e chi più ne ha più ne metta.

Aprile: primi tepori, prime scampagnate, ultime scofanate più o meno immuni da sensi di colpa. Transumanze climatiche e spirituali da fronteggiare ben muniti di scorte, pastorali e non: caciotte, soppressate e pizze chiene, agnelli e capretti fin quando fa male fin quando ce n’è. Ultima chiamata per i rossi di sostanza, signore e signori: Rodano, Roussillon, Rioja, Franza o Spagna purché se magna, con vista Mediterraneo fino a Oliena, Pachino, Cirò, Gioia del Colle.

[continua…]
 

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.