Cooperativa Montrachet

Cooperativa Montrachet

Avevo letto qualcosa ad Ottobre, subito dopo il raccolto, poi un articolo della Revue mi ha chiarito la faccenda nei dettagli. Il gelo ad Aprile, le muffe primaverili e la grandine estiva hanno determinato una vendemmia 2016 eccezionalmente scarsa nel mitico grand cru Montrachet.

Ecco perché, non riuscendo individualmente a riempire nemmeno un tonneau, alcuni domaines hanno deciso di unire le forze, mettendo in comune i pochi grappoli salvati.

I sei moschettieri, così ribattezzati dalla stampa francese, sono niente meno che Leflaive, Romanée-Conti, Comtes Lafon, Fleurot Larose, Guy Amiot e Lamy Pillot. Cantine che mettono insieme 1,25 ettari dei 7,99 totali del vigneto.

Le uve, vinificate da Brice de la Morandière al domaine Leflaive, sono state poi messe in un paio di pièces bourguignonnes da 228 litri. Se ne dovrebbero ricavare circa 600 bottiglie in tutto, a garanzia della memoria storica del Montrachet in questo millesimo.

Su quest’ultimo punto, però, ci sono diversi dubbi. Cavilli di natura fiscale e leggi che regolano l’appellazione impedirebbero questa condivisione di uve, mettendo in discussione la creazione di un’etichetta collettiva, così come la divisone dei flaconi tra le aziende partecipanti.

Vedremo. Ci sarà davvero un Montrachet cooperativo? Ogni cantina avrà poche decine di bottiglie con la propria etichetta? Oppure nessuno potrà mettere in vendita il frutto di questo lavoro d’equipe e si accontenterà di stappare le bocce in qualche degustazione privata o a cena tra amici?

In caso, noi siamo sia privati che amici, ci teniamo a sottolinearlo.      

 


 

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.