Le Avventure di Pig Malione #1 | Zagreo 2014 I Cacciagalli (prima parte)

Le Avventure di Pig Malione #1 | Zagreo 2014 I Cacciagalli (prima parte)

– Stasera ti faccio assaggiare un grande bianco naturale.
– Uuuuuuuuh <3 <3 <3
– Ti piace naturale, vero? [ammiccamento]
– Tantissimo, Maestro, grazie. Purtroppo le mie amiche non lo capiscono, e si fanno lo ialuronico e il botulino già a trent’anni.
– E ti piacciono i vini della Campania, giusto?
– Uuuuuuuh, tantissimo: è sempre stato il mio sogno, prima o poi voglio andare a vivere in Campania. Aaaah, aaaah. [sospiro]
– E ti piace il Fiano?
– Uuuuuuh, ma come fai a sapere che il Fiano di Avellino è il mio vino preferito? Hai i poteri telepatici, Maestro.
– Questo però è casertano.
– Ancora meglio: il Fiano di Avellino di Caserta lo prendo sempre all’Apericena.
– Viene prodotto nella zona di Teano, sai, è il bianco perfetto per brindare a un incontro… [ammiccamento]
– Che bellezza, mamma mia.
– Che poi, tu mi insegni, non è sicuro che Garibaldi e Vittorio Emanuele II° si sono incontrati proprio a Teano.
– Ma veramente?
– Sì, come sai che ogni volta che stappo una bottiglia, vado subito in biblioteca a cercare tutti i documenti pubblicati sul luogo di origine.
– Per questo sei il Maestro di tutti i Maestri. 
– Ma no, non faccio niente di speciale, chiunque dovrebbe conoscere nel dettaglio la storia di tutte le dinastie di viticoltori e tutte le vigne di un determinato posto dove si fa vino. 
– E’ difficile però imparare tutti quei nomi!
– Poi la maggior parte dei miei colleghi, per non dire quasi tutti, non hanno nemmeno la licenza media e copiano dai miei scritti, ma non credo affatto di essere più bravo di loro.
– Ma che dici? Tu sei il numero uno, come te non c’è nessuno.
– Ma figurati, io sono il pesce. [ammiccamento]
– Nel senso?
– Cioè, non è una scelta, è una vocazione: sono nato con le branchie, per nuotare nel grande lago del sapere.
– Uuuuuuuh, bellissima questa: l’hai scritta tu?
– Eh eh eh, modestamente…

Zagreo '14

– Quindi a Teano c’era un lago?
– A Caianello, per la precisione. E infatti Garibaldi e Vittorio Emanuele si diedero appuntamento là perché era il 26 ottobre, ma il clima era ancora estivo e ne volevano approfittare per farsi un bagno e prendere un po’ di sole. Sai come sono queste spedizioni, no? Anche perché non è facile prenotare tutte le sere un ristorante per mille persone.
– Queste cose a scuola non te le raccontano.
– E no. Quindi com’è e come non è, il generale consegnò al re il meridione esattamente a metà strada tra ponte San Nicola, Borgonuovo di Teano e il bivio di Taverna della Catena, dove oggi c’è lo Scalo di Vairano Patenora.
– Però effettivamente così è più complicato ricordarsi: “l’incontro al confine di Caianello, Teano e Vairano Patenora” è troppo lungo.
– Sottovaluti l’importanza delle sinergie territoriali e del fare sistema: ho già parlato con i sindaci dei tre paesi, si sono entusiasmati all’idea di un evento enogastronomico sul tema “Vini e Incontri”, ci vengono fuori almeno 7-8 Masterclass.
– Sei proprio un fuoriclass. [risate]
– Ah ah ah, ma quando mai, ma sei troppo carina, cena pagata. Anche se effettivamente non vedo chi altri potrebbe guidare una cosa così, che richiede grandi competenze in storia, geografia, arte, idraulica, diritto condominiale, saponificazione, eccetera.
– Nessuno, Maestro, nessuno a parte te.
– Lo senti quanto è buono? [ammiccamento]
– Sì, sì, spettacolare. Mi ricorda il lambiccato che faceva mio nonno.
– Ecco, bravissima, bravissima: hai detto una cosa molto azzeccata.
– Veramente? Ma allora c’è speranza anche per un’ignorante come me?
– Ora mi fai proprio arrabbiare: ti ho già detto l’altra sera che sei di gran lunga l’allieva più talentuosa che mi sia capitata da quando do’ lezioni private di assaggio… [ammiccamento]
– E tu mi fai arrossire: lo sai che è tutto merito del Maestro… [sospiro]
– Ti ricorda il vino del nonno perché questo è prima di tutto un grande bianco contadino. E quello che senti è il profumo della fermentazione spontanea, cioè Mario e Diana non utilizzano lieviti selezionati.
– Davvero?
– Non solo: a differenza di quel che si fa con la maggior parte dei bianchi, qui il mosto non viene separato immediatamente dalle bucce, ma c’è un periodo di macerazione, come fosse un vino rosso.
– Sì sì, mio nonno faceva così.
– Però sono sicuro che tuo nonno non usava le anfore.
– Vero, come fai a saperlo? Lui spremeva col torchio e metteva il vino direttamente nelle damigiane. Quelle che non esplodevano, in primavera prendevano un bel frizzantino che mi piaceva tanto… [sospiro]
– Ti vedo commossa, lo vedi che il vino è emozione e passione? [ammiccamento]
– Ma no, forse perché mi ricorda i tempi spensierati di quando ero giovane.
– Bambina, vuoi dire, bambina, dato che oggi sei un’incantevole ragazza… [ammiccamento +]
– Maestro…

Zagreo '14 (retro)

– E insomma ti dicevo delle anfore.
– Quelle che usavano i Romani?
– I Romani, i Greci, gli Assirobabilonesi. Ma le più importanti oggi sono quelle che vengono dal Caucaso.
– Caucaso?
– Guarda, devi proprio andarci un giorno a Caucaso City, è un posto meraviglioso. Magari ti do’ qualche dritta… [ammiccamento]
– Sarebbe stupendo. Tu ci sei stato, quindi?
– Ci andai per il mio primo articolo: non potevo scrivere di vino senza visitare la prima vigna della storia, quella che piantò Noè dopo il diluvio universale.
– Ma sul serio? E’ ancora in produzione?
– Certo, oggi appartiene a Clos Ararat, l’azienda che utilizza come cantina di vinificazione la famosa arca dell’alleanza. Sono bravissimi, fanno vini come Dio comanda. 
– Però pure questo è molto buono, vero?
– Per forza, altrimenti non te l’avrei stappato: la vita è troppo breve per bere vini mediocri. [ammiccamento]
– Uuuuuuh, che belle questa: pure è tua?
– No, questa no, è di un mio amico tedesco con cui viaggiamo spesso per l’Europa.
– Devi farmelo conoscere.
– Alla prima occasione.

[Da un’altra parte, nello stesso momento…]

– Mauro, lo Zagrèo 2014 dei Cacciagalli si conferma ottimo.
– Eh.

(continua…)

Per saperne di più sull'azienda I Cacciagalli: http://tipicamente.it/2015/11/i-cacciagalli-quando-lanfora-non-vuol-dire-per-forza-o-famo-strano/

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.