Campania Stories 2016 | I Vini Bianchi

Campania Stories 2016 | I Vini Bianchi

Sulla nostra pagina Facebook (link) trovate già qualche flash-pillola del nostro Campania Stories. Ci tengo ugualmente a riordinare un po’ di riflessioni ricavate dalle varie sessioni di assaggio, partendo dai Vini Bianchi.

In generale si confermano di buono/ottimo livello, ma più di altre volte sembrano mancare un po’ le punte. Quei vini, cioè, a conti fatti imperdibili, trascinanti, realmente capaci di confrontarsi col meglio del bianchismo mondiale. Salvo isolate eccezioni, inoltre, le bottiglie più riuscite sono proposte più o meno dai soliti noti. Insomma, non resta esattamente una sensazione di dinamismo e rinnovamento, fermo restando che per lo scenario italico siamo sicuramente ai vertici della tipologia. Può bastare? Non so rispondere, naturalmente, preferisco dunque concentrarmi sulle annate, le zone e i vini che meritano a mio avviso una chance di bevuta e acquisto, alla luce degli ultimi test.

Annata 2015: some like it hot

Di questi tempi bisogna prestare molta attenzione quando si usano sintesi del tipo “vendemmia solare” o “millesimo caldo”. Perché nove volte su dieci scatta immediata la reazione pavloviana che porta a bollare quasi indistintamente i vini dell’annata come molli e poco longevi. Eppure i bianchi campani hanno già dimostrato in più occasioni di soffrire molto meno di altri, e perfino preferire in alcuni frangenti, vendemmie di tale profilo. 2003, 2006, 2008, 2012, per esempio: millesimi indiscutibilmente generosi, da cui sono venuti fuori tanti vini “importanti” e dal passo lungo. E’ troppo presto per lanciarsi in previsioni sensate, ma credo che qualche bottiglia “seria” da pescare tra i 2015 ci sarà. Là dove il gruppone sarà affollato presumibilmente da bianchi aperti e disponibili prima del solito, magari non così nervosi, complessi o profondi, ma non per forza seduti e scontati. Mi pare promettano meglio i Fiano irpini e le basi Falanghina, un gradino sotto in questo momento i Greco, varietà che meno teme – teoricamente – eventuali crolli di acidità, ma può ugualmente patire le annate torride negli effetti di uve scottate, maturazioni accelerate, discrasie tra le curve ideali zuccherine e polifenoliche. Vedremo.

foto 1

Annata 2014: quando il gioco si fa duro…

E’ titolazione stra-abusata, lo so. Ciò non toglie che sia esattamente così: è proprio nelle annate sulla carta più controverse, che i migliori interpreti sanno illuminare a pieno il loro talento. Dando forma a vini che restano nella memoria non solo in rapporto al millesimo d’origine, e alle limitate aspettative ad esso legate. Bensì grandi bottiglie in senso assoluto, vere e proprie gemme preziose da accudire ed onorare nel tempo. Sulla 2014 in Campania mi sono lungamente soffermato qui (link) e dunque non mi ripeto; aggiungo solo che la distanza fra punte e mediani appare sempre più netta, orizzontale dopo orizzontale. Tra le uscite ritardate sembra nascondersi qualche assaggio meritevole (vedi “carta riassuntiva” in coda al post), ma in generale resta una vendemmia tutto sommato minore per gli standard a cui ci ha abituato la regione. Manca quasi sempre un saldo di energia e complessità soprattutto su Greco e Falanghina, mentre i Fiano sembrano essersi difesi con maggiore efficacia.

foto 2

Annata 2013: beati i pazienti, perché saranno premiati

Anche sulla 2013 abbiamo detto e stradetto: si annunciava come annata austera e verticale, da attendere con fiducia, e le promesse non sono state finora tradite. Non è un caso se stanno uscendo sul mercato solo adesso tutta una serie di cru, selezioni e “riserve”, pensate dalle aziende come i loro bianchi più ambiziosi. E ancora ne manca qualcuno all’appello. Ecco perché in mezzo ai consigli per gli acquisti troverete una significativa rappresentanza del millesimo più “anni ‘80” dell’ultima decade, insieme al 2010: Fiano irpini, in primis, ma anche qualche Falanghina flegrea di notevole personalità.

foto 3

Campania Stories 2016 – Vini Bianchi, i consigli di Tipicamente
Il riepilogo dei vini segnalati, corredato da brevi note, è scaricabile in versione pdf al link caricato in coda al post. I prezzi riportati sono quelli del listino nazionale ho.re.ca. (iva esclusa)

Gli imperdibili

Greco di Tufo Miniere 2014 – Cantine dell’Angelo – € 12,00 + iva
Fiano di Avellino Clos d’Haut 2013 – Villa Diamante – € 14,00 + iva (esaurito in azienda) – post di giugno 2015: link

Ideali per la mescita primavera/estate

Campi Flegrei Falanghina 2015 – La Sibilla – € 8,00 + iva
Falanghina del Sannio Sant’Agata dei Goti 2015 – Mustilli – € 6,10 + iva
Fiano di Avellino Pietramara Etichetta Nera 2015 – I Favati – € 10,00 + iva
Fiano di Avellino 2014 – Ciro Picariello – n.c.
Fiano di Avellino 2014 – Rocca del Principe – € 8,50 + iva
Greco di Tufo 2014 – Cantina dei Monaci – € 5,50 + iva
Vesuvio Lacryma Christi Bianco Vigna Lapillo 2014 – Sorrentino – € 8,50 + iva
Fiano di Avellino Alimata 2013 – Villa Raiano – € 11,80 + iva

foto 4

Novità ed emergenti

Greco di Tufo 2014 – Monte Gloria – € 6,00 + iva
Fiano di Avellino 2014 – I Gaudi – € 8,00 + iva
Fiano di Avellino Contrada Sant’Aniello 2013 – Vigne Guadagno – € 9,50 + iva

foto 5

Per chi sa aspettare

Greco di Tufo Torrefavale 2014 – Cantine dell’Angelo – € 18,00 + iva
Campi Flegrei Falanghina 2013 – Contrada Salandra – € 7,50 + iva

foto 6

Nati per dividere

Greco di Tufo Quattro Venti 2015 – Petilia – € 9,90 + iva
Greco di Tufo Contrada Marotta 2013 – Villa Raiano – € 11,80 + iva

Cs 2016 Bianchi – I consigli di Tipicamente – Versione pdf scaricabile, corredata da brevi note di assaggio

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.