Cécile Tremblay | L'altalena continua...

Cécile Tremblay | L’altalena continua…

Sono già passati quattro anni da quando siamo andati a trovare Cécile Tremblay, uno dei personaggi più chiacchierati degli ultimi tempi dalla critica francese.

Bettane e Desseauve l’avevano già eletta “Rivelazione dell’anno”, nell’edizione 2011 della loro guida, paragonandola niente di meno che a un mito vivente come Lalou Bize Leroy. Nonostante questo, non rimanemmo folgorati, quella volta.

Ecco cosa scrivevamo a fine 2011:

Nipote di Edouard Jayer, questa ragazza giovane e solare ha iniziato la sua avventura nel 2003, quando è tornata in possesso, per via egli scaduti termini d’affitto, di circa 4 ettari appartenenti alla sua famiglia nei territori di Vosne, Morey, Chambolle, Gevrey; tra cui belle parcelle nei Grand Cru Echezeaux e Chapelle – Chambertin (in attesa di riavere altre vigne di proprietà, tra una decina d’anni). Lo stile dei vini è in evoluzione ma già piuttosto definito, capace di mettere in primo piano finezza ed eleganza. Detto questo, l’uso dei legni nuovi si fa sentire, almeno in certi vini, e lo stile aziendale non può certo definirsi tradizionale. In sintesi una mano brillante, da tenere in considerazione, ma a nostro giudizio ancora in fase di assestamento e (forse) alla ricerca di una piena maturità”.

Trembley

E oggi? L’evoluzione stilistica pare a buon punto e il percorso della ragazza più sicuro, almeno a giudicare dagli assaggi delle ultime annate. A dire il vero anche un delizioso Chapelle – Chambertin 2011 (link), preciso nell’apporto tostato, perfettamente amalgamato ad un frutto carezzevole e coinvolgente, segnala come le cose stessero volgendo al meglio già da qualche tempo, specie in considerazione dell’annata più che difficile per i rossi della Côte.

I dubbi di allora, con altrettanta franchezza, vengono invece confermati da uno sgraziato Morey – Saint – Denis 2009. Vino incapace di trovare equilibrio e un minimo di piacevolezza, rovinato da una grana tostata “verniciosa” al naso e asciugante in bocca, sempre più ingarbugliato col passare dei minuti, a bottiglia aperta.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.