Medana I. Classe

Medana I. Classe

Da queste parti siamo parecchio sensibili all’aderenza territoriale dei vini. Ci affascinano le zone che riescono a imprimere il loro carattere, collezioniamo mappe di ogni genere e rimaniamo estasiati davanti alle opere di classificazione delle vigne, proporzionalmente alla loro profondità storica e alla ricchezza dei dettagli.

Inutile dire quanto la Borgogna, Bordeaux o le Langhe siano in cima ai nostri pensieri, in questo senso, anche se le antenne sono sempre dritte perché le sorprese non mancano e sarebbe sciocco limitarsi.

L’ultima volta che sono passato dal Collio Sloveno (Goriška Brda), mi sono fermato a trovare i Klinec a Medana, autori di alcuni dei vini bianchi che preferisco. Pensavo ad una rapida visita, qualche assaggio e le solite cassette con cui riempire la macchina fino a farla scoppiare e invece le chiacchiere si sono dilungate parecchio.

Aleks è fomentato da un vecchio documento che stabilisce una gerarchia precisa tra le contee unite di Gorizia e Gradisca. Una classificazione, appunto, risalente addirittura al 1787, che pone Medana nella Prima Categoria per la qualità dei suoi vini. Una testimonianza significativa che va ad arricchire la lunga storia enoica della zona.

OrtodoxIl documento è finito anche sull’etichetta di un nuovo vino dei Klinec: l’Ortodox. Qualche giorno fa ho stappato il 2006 (credo la prima versione), comprato durante quella visita.

Vinificazione separata e assemblaggio finale di verduc (verduzzo), rebula (ribolla), malvazija (malvasia) e jakot (tocai), affinamento in botti di gelso e acacia. Color ambra (nella retro c’è scritto “Dry Red Wine”, non so se è voluto o errore), profumi da subito sconvolgenti per intensità ed energia.

Un pervasivo tratto salmastro attraversa il naso e la bocca trascinando con sé sfumature di buccia di mandarino essiccata, umeboshi e umori di cantina. L’attacco del sorso è dolce e avvolgente, con un accenno di miele, prima di incrociare, in rapida successione, aromi ferrosi, di vaniglia barbour e spezie assortite, tra cui un’evidente noce moscata che chiude un palato di sfacciata persistenza. Tannino perfetto e saporito, figlio di brevi macerazioni sulle bucce che la casa palleggia con classe ed eleganza.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.