Coche-Dury, Perrières 2007 | Quello che vogliamo da un Borgogna Bianco

Coche-Dury, Perrières 2007 | Quello che vogliamo da un Borgogna Bianco

Che è buono lo sapete da soli. Quanto è buono, pure: parecchio parecchissimo, e anche di più.

Sono circa 2.567 le discussioni sul tema “Borgogna Bianca” a cui ho preso parte in questi anni, rimodulando continuamente la mia posizione. Per poi assestarmi grossomodo a metà strada fra le istanze maggiormente polarizzate. Non sono d’accordo con chi dice che la Cote de Beaune è sempre e comunque su un livello superiore rispetto a qualsiasi bianco italiano, e a buona parte degli altri europei. Ma trovo forzata anche una sintesi del tipo “Borgogna Bianca sopravvalutata e sovraprezzata, si può pescare di meglio quasi dappertutto”.

Per parlare con cognizione di causa bisogna ovviamente comprare e stappare. E dopo aver speso tanti soldini dalle parti di Puligny e Meursault, dico che adesso posso vivere serenamente bevendone due all’anno. Purché siano così. Che non sono tanti e, ahimé, costano. Ma ne baratto volentieri 10 medio-buoni da 50-100 euro per un solo premier cru di Jean-François Coche-Dury. Perché è vero, bisogna farsene una ragione, i mostri di Borgogna giocano un altro campionato quando sono al top: con tutto il bene che voglio ai bianchi della mia terra, un Fiano o un Greco al livello di questo Perrières ’07 devo ancora trovarlo.

Coche-Dury - Perrières '07

Luminosa purezza agrumata e balsamica, onnipotenza sapida-minerale, complessità spaventosa unita a facilità di beva disarmante, ha tutto quello che pretendiamo da un fuoriclasse assoluto. Ma soprattutto NON ha nulla di quello che NON vogliamo: nessun orpello, niente zavorre boisé, zero sovrastrutture e pesantezze. Gli si può al massimo rimproverare, si fa molto per dire, un leggerissimo minus di volume e densità in rapporto ad altre versioni monstre come ad esempio 2008 o 2010. Ma il rispetto dell’annata, a pensarci bene, è un altro punto a favore di questa meraviglia, che evapora letteralmente in cinque minuti. Non vi lascerà alcun senso di colpa per il mezzo stipendio investito, sono pronto a scommetterci.

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.