Gaudenzi | L'olio extravergine ritrovato

Gaudenzi | L’olio extravergine ritrovato

Tutti sanno che la campagna olearia dello scorso anno è stata disastrosa un po’ ovunque. Niente bruschetta, titolavamo su questi schermi dodici mesi fa, innescando un mare di discussioni e polemiche dalle code velenose.

Tant’è. Voltiamo pagina, indossiamo il nostro sorriso migliore e cominciamo a raccontare una campagna 2015 di tutt’altro segno, con risultati che si annunciano brillanti su ogni fronte.

Tra le prime tappe della stagione, in una luminosa giornata autunnale, siamo stati a trovare i Gaudenzi, olivicoltori e frantoiani dalla fama meritatissima. Trevi, dunque, che per storia e vocazione è tra le zone più prestigiose dell’Umbria olearia.

Chiesa di Sant'Arcangelo
Il mare di olivi che si vede dalla pianura nasconde, in realtà, onde dalle caratteristiche variabili, in un gioco di sottozone che meritano di essere scovate. L’intervista video che pubblichiamo di seguito, per dire, è stata realizzata nel cuore della Chiusa di Sant’Arcangelo, un vero e proprio cru da cui Gaudenzi ricava l’omonimo extravergine. Il nome deriva da una chiesa, immersa tra olivi che superano comodamente i 5-600 metri d’altezza. Le drupe di questa specie di clos, come si vede dal filmato, non sono state ancora raccolte (di solito arrivano almeno a metà Novembre).

Delle etichette della casa, invece, abbiamo potuto assaggiare un giovanissimo Quinta Luna e un embrione di 6 Novembre.

Il primo è fatto con olive raccolte nei primi giorni di Ottobre (a partire dalla quinta luna dalla fioritura). Moraiolo (in prevalenza), leccino e frantoio, ha grande intensità ma non perde mai di vista l’equilibrio. Note “verdi” di carciofo e rosmarino, prima di un accenno di mandorla, in una nuvola balsamica avvolgente, intensa e profonda. In bocca l’amaro è quello delle stagioni buone e delle prime settimane di vita, ben accompagnato da un piccante gradevole e mai fuori posto. Potenza e controllo.

6 Novembre

Il 6 Novembre cambia di anno in anno, non ha un protocollo fisso è ed il modo con cui la famiglia libera la sua vena creativa. Lo abbiamo assaggiato in anteprima e ci ha impressionato. Molto diverso dagli altri extravergine, ha profumi erbacei “chiari” di lattuga e pomodoro verde, prima delle folate di pepe nero. La bocca è meravigliosa per tessitura ed eleganza. Un olio aereo, setoso, di amaro contenuto e finale piccante diffuso.

 

 

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.