Giacomo Conterno, Cascina Francia 2004: Barolo seta ultra

Giacomo Conterno, Cascina Francia 2004: Barolo seta ultra

In oltre sei anni di blog e quasi 900 articoli-post abbiamo dichiarato fino allo sfinimento la nostra idiosincrasia per una narrazione del vino modello hit parade, tutta migliori e peggiori, vincitori e vinti.

Ciò non vuol dire, comunque, che ci tiriamo indietro quando c’è da sistematizzare in forma gerarchica le nostre impressioni e preferenze sulle varie zone, interpretazioni, annate. Per esempio, se il francese, americano o cinese di turno ci chiedesse a bruciapelo chi è l’attuale “numero uno” del vino italiano, non avremmo alcuna esitazione a nominare Roberto Conterno, ultimo erede di una dinastia di produttori che ha fatto letteralmente la storia del nebbiolo di Langa.

Non solo per l’autorevolezza con cui ha consolidato la fama già universale di un Barolo mitico come il Monfortino Riserva (link), ormai lanciato verso prezzi da 1er cru classé del Médoc (e meno male che il 2008 doveva essere una versione “minore”…). Perché è la gamma nel suo complesso a raccontare la cura sartoriale-maniacale che rende le bottiglie firmate Conterno un metro di paragone imprescindibile per i vigneron più ambiziosi, vecchi e nuovi, non solo di Langa.

Conterno - Cascina Francia '04

L’ultima “prova a carico”, in questo senso, arriva dal riassaggio del Cascina Francia 2004: le classiche note cucurbitacee ci sono, ma si rivelano una volta di più come un timbro riduttivo che rapidamente lascia spazio ad una spettacolare complessità esplorata attraverso i fiori, le radici, i balsami, le bucce d’agrumi, con un elegantissimo sottofondo di grafite e pepe bianco. Difficile immaginarselo più classico di così da un punto di vista aromatico: Barolo di Serralunga allo stato liquido.

Ma è soprattutto nella traiettoria gustativa che si rivela la sua classe: la “gara” con altri nebbiolo è aperta quanto a dolcezza di frutto ed energia sapida, più arduo trovare sfidanti all’altezza dello speciale connubio di potenza e gradualità che ritma il sorso. Solo gli altri mostri sacri, infine, possono rivaleggiare sulla qualità dell’estrazione tannica di questo 2004: pura seta, accarezza e inspessisce, alimentandone la profondità in un finale interminabile.

Crediti foto di apertura: www.aarosvinclub.no

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.