Tabarrini, Trebbiano Spoletino Adarmando 2012: aspettando la terza era e il boom dei bianchi tridimensionali

Tabarrini, Trebbiano Spoletino Adarmando 2012: aspettando la terza era e il boom dei bianchi tridimensionali

Poi non dite che non vi avevamo avvisato. Perché arriverà il giorno, è inevitabile, in cui rimpiangeremo le chance – solo parzialmente sfruttate – di fare provviste bevitorie con quote rilevanti di Trebbiano Spoletino.

Non ci vuole un mago per prevederne il boom internazionale: dopo tanta, troppa, verticalità nordica, Americani ed Asiatici chiederanno ai loro pusher di stupirli con nuove proposte, all’insegna di maggior sostanza. E sarà definitivamente la terza epoca *, quella dei bianchi “tridimensionali”. Vini disegnati da una sorta di consiglio di amministrazione con quote paritarie assegnate ai suoi particolari soci: il dottor Acido Tartarico, mister Alcol, direttor Minerale, Mrs Glicerina, professoressa Sapidità. Definito l’identikit, ci si mette un attimo ad arrivare alla piana di Spoleto e alle colline di Montefalco: i migliori Trebbiano della zona sono esattamente così e noi poveri appassionati italici dovremo implorare gente come Giampaolo Tabarrini di concederci qualche bottiglia a prezzi ragionevoli.

Giampaolo Tabarrini, vigneron a Montefalco (PG)

Giampaolo Tabarrini, vigneron a Montefalco (PG)

Cerco di non pensarci mentre riassaggio il suo Adarmando 2012, con piena soddisfazione. E’ estate dentro e fuori al bicchiere, un’estate mediterranea, di quelle che scaldano e corroborano contemporaneamente. La pesca gialla, la nespola, il melone pane: frutta di stagione che si colora di sfumature negli apporti torbati, i ricordi di caramelle agli agrumi, le sensazioni di polline, il sottofondo linfatico. Un sorso che accalora e rinfresca, come in un movimento circolare per il quale non sai più stabilire dove inizi l’avvolgente solarità, dove il rigoglioso scheletro salmastro, dove la spina dorsale citrica.

Capiamoci, non è il vino per voi, se siete amanti solo e soltanto delle modelle taglia 38 e degli addominali a tartaruga. Vi divertirete parecchio, invece, se la vostra icona sexy è più simile ad una Sofia Loren che non ad un’Audrey Hepburn, ad un Patrick Dempsey più che ad un Robert Pattinson. Ve lo scolerete fino all’ultima goccia con la camicia sbottonata se il vostro mantra è “meglio la carne dell’osso”. E vi chiederete che meraviglie possono venir fuori da quella parte dell’Umbria, se il Trebbiano Spoletino si racconta così in un’annata torrida e siccitosa e in uno stile non certo “leggero” per potenza e maturità fruttata, come quello a cui ci ha abituato in questi anni Tabarrini. Tra i 15 e i 20 euro in enoteca.

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.