Il Chianti Classico verso le menzioni territoriali? Si, no, forse

Il Chianti Classico verso le menzioni territoriali? Si, no, forse

La questione è nota e noi di Tipicamente abbiamo a più riprese ribadito il nostro pensiero: siamo favorevoli, anzi riteniamo necessario l’avvio di  un serio progetto legato alle menzioni comunali e intercomunali per il Chianti Classico.

Crediamo in un percorso serio che faccia uscire una delle più belle, importanti e ingarbugliate denominazioni italiane dagli equivoci in cui si è ficcata, rilanciando l’immagine dei grandi vini della regione attraverso la declinazione delle sue voci sotto il profilo territoriale.

Il nostro manifesto per il Chianti Classico sta in questo post e da queste fondamenta ci piacerebbe veder crescere la nuova casa a più stanze della denominazione.

La notizia è che anche nel locale Consorzio, grazie alla sensibilità di una nutrita schiera di vignaioli, la posizione si sta facendo breccia. Si parla addirittura di una apposita commissione sulla questione e si dice che a breve il CDA discuterà della cosa, presentando una proposta per la prossima assemblea.

Tutto bene dunque? Ni. Qualche nube minacciosa pare far capolino nel cielo chiantigiano in via di schiarimento.

Uno degli orientamenti emersi in consiglio – denuncia un produttore –  è quello di riservare questa nuova menzione, peraltro tutta da definire, solo ai vini della Gran Selezione”.

Lo stesso, in una lettera ai colleghi, afferma: “penso che sarebbe utile già in questa fase fare sentire la voce di chi, dissentendo da questa impostazione, vorrebbe delle menzioni utilizzabili su tutte e tre le categorie, Classico, Riserva e Gran Selezione. Se siete d’accordo su questa impostazione vi propongo di sottoscrivere la lettera che riporto qui sotto, da far pervenire al Presidente Zingarelli e ai membri del CDA”.

Il patron di un’altra piccola cantina rincara la dose: “ritengo assolutamente deleterio non dare la possibilità anche al Chianti Classico e alla Riserva di poter fregiarsi delle menzioni comunali. Sarebbe più giusto e equo riconoscere la facoltà di poter rivendicare il comune o la sottozona su tutti quei vini integralmente prodotti e imbottigliati, indipendentemente se GS o Riserva. Le piccole aziende hanno sempre imbottigliato vino proveniente dai propri vigneti, senza bisogno che ci fosse la Gran Selezione a ribadirlo. Se questo è l’ennesimo regalo che il Consiglio fa alle grandi aziende io non ne posso più”.

Ecco, di seguito, la missiva per il Presidente del Consorzio Zingarelli. Quali saranno le prossime mosse? Il progetto delle menzioni comunali avrà un futuro per il Chianti Classico o la disparità degli interessi in gioco farà naufragare tutto? Staremo a vedere.


Gentile Presidente, e gentili membri del CDA del Consorzio del Chianti Classico

Dopo tante discussioni che vanno avanti da anni il Consorzio sta affrontando seriamente la questione delle menzioni comunali (o sottocomunali o intercomunali), come preannunciato dal Presidente Zingarelli nella conferenza stampa della “Collection” di quest’anno. Nell’annuncio si prefigurava però un’ipotesi di menzioni riservate inizialmente alla sola “Gran Selezione”. Riteniamo che riservare l’indicazione della menzione comunale (o sottocomunale o intercomunale) ai soli vini della categoria Gran Selezone sia un errore e che questa importante evoluzione debba valere per tutte le tipologie della nostra denominazione e quindi possa essere utilizzata anche per Chianti Classico e Chianti Classico Riserva. Una menzione che sia riservata solo ai vini della Gran Selezione sarebbe gravemente limitativa e oltretutto non andrebbe a impattare il mercato del vino sfuso. Permettere le menzioni comunali su tutta la filiera del Chianti Classico è una strada che aiuterebbe a qualificare i vini del territorio legandoli alle zone di origine, creando un circolo virtuoso che nel tempo darebbe un incentivo importante a tutti i produttori a migliorare la qualità. Questa sarebbe anche una evoluzione importante che metterebbe a fuoco il territorio del Chianti Classico, rendendolo più riconoscibile e più raccontabile. Riteniamo anche che una discussione su un cambiamento così importante nella struttura della denominazione andrebbe discusso in forma molto aperta, raccogliendo i pareri di tutte le componenti del consorzio e oltre, coinvolgendo nella discussione anche la stampa del settore, gli operatori del settore vinicolo che sono il tramite per i nostri prodotti verso il mercato.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.