Lo strano caso del trio vinicolo

Avrei dovuto scrivere di questo caso da diverso tempo, l’assaggio di un vino mi convince a farlo ora.

In Alto Adige tre piccole cantine, condotte da altrettanti bravissimi vignaioli, hanno deciso di fare gruppo e collaborare in maniera totale. Non è facile da spiegare: si tratta di una specie di autocontrollo incrociato. Una consulenza reciproca che parte dai lavori di vigna e prosegue in tutte le fasi di definizione dei vini, proseguendo per una programmazione commerciale che non di rado li vede a braccetto sui diversi mercati.

Un progetto comune, stabilito a tavolino, in maniera quasi scientifica, con lo scopro preciso di raggiungere livelli di qualità e precisione superiori. Certo che ne è scaturita anche una bella amicizia, ma nessuno dei tre lascia prevalere i sentimenti in questo gioco: le regole sono chiare, ognuno deve essere onesto al 100% e non si devono risparmiare critiche. Solo così il rapporto può essere veramente utile.

Non so quanto una collaborazione così “intima” sarebbe possibile a sud del Sudtirol, e non nego di essermi spesso fermato a ragionare sui risvolti psicologici della faccenda, sulle sfumature umane e tutti i problemi che sarebbero potuti sorgere ma che, almeno per quanto ne sappia, non si sono mai presentati.

E’ un caso interessante, questo strano trio vinicolo. Sarebbe bello che qualcuno lo approfondisse,  magari in ambito accademico, perché rappresenta qualcosa di nuovo. Per come la vedo io di incredibilmente moderno e raffinato.

Veniamo ai protagonisti. Gli artefici di questa curiosa alchimia sono Günther Kerschbaumer di Köfererhof*, a Novacella, Markus Prackwieser di Gumphof*, a Fie allo Sciliar, e Christian Plattner di Waldgries*, a S. Maddalena. Tre vignaioli per altrettanti terroir e differenti zone della regione.

Il nostro viaggiare insieme ci regala ispirazione e lungimiranza – amano ripetere -. Discutiamo dei parametri da seguire nei vigneti, degustiamo insieme i nostri vini e sfruttiamo le sinergie che si creano fra noi. Le nostre tre tenute restano ovviamente indipendenti e di fatto sono realtà completamente diverse”.

Il terroir di Christian è quello tipicamente mediterraneo di S. Maddalena, vicino Bolzano, Markus lavora nei vigneti scoscesi sotto il massiccio dello Sciliar e Günther nella zona viticola più settentrionale d’Italia. Ognuno, però, condivide il suo sapere e le sue esperienze e presta assistenza agli altri in caso di necessità.

I risultati, almeno alla prova del bicchiere, sono eccezionali ma soprattutto è eccezionale un’esperienza che rifugge le piccole invidie e le molte bassezze umane che affollano anche il nostro mondo.

E’ questo, più di ogni altra cosa, quello che mi piace di questi tre ragazzi dall’italiano strampalato, capaci di indossare sempre il loro sorriso migliore, caldi e confortanti come una stube nelle fredde notti di montagna.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.