La scena gastronomica underground

di

Topinambur, pastinaca, carciofi di Gerusalemme, ravanelli colorati, galanga.

Il misterioso sottosuolo sforna nuovi talenti, che aprono vie alternative nel gusto. E dibattiti.

L’ultimo ad irrompere nella scena della grande cucina contemporanea è un tubero rude e schivo. Una materia “seconda” alla moda. Usata dal filone chic-francescano e dai cuochi raccoglitori scandinavi ora seduce anche Cristian che lo propone al ristorante Les Bacchanales* di Vence sotto forma di chips.

Salsifis. Così mi risponde la procace e iperattiva padrona di casa. E come si traduce in italiano? “In cucina abbiamo due ragazzi italiani adesso chiedo“. “Salsifis”, dicono definitivi.

Salsefrica dice invece il libro GUIDA ILLUSTRATA AGLI ALIMENTI VEGETALI, Ed. Castello. Appartiene alla stessa famiglia del girasole. Detta anche scorzobianca o barba di becco.

Produce radici lunghe e fragili che vanno colte con cura. Si ossida rapidamente. Insomma roba da tempo di guerra o da carestia nell’immaginario di un vecchio buongustaio.

Il mondo e’ sempre più piccolo. Anche quello edibile. E allora si scava alla ricerca di lapislazzuli come fossero diamanti.