Gualtiero Marchesi battezza il nuovo Postale

Una volta ho ricevuto una lettera da Alain Ducasse. Avevo intervistato il grande cuoco francese ad Identità Golose e pochi giorni dopo mi sono ritrovato, nella cassetta della posta di casa, un biglietto di ringraziamento per il video che gli avevo fatto.

Ovviamente è una procedura standard, un modo che l’ufficio stampa di Ducasse usa per rafforzare la sua immagine e adulare i giornalisti, ma l’ho trovato lo stesso un gesto signorile, certamente raro ed elegante.

Non so perché, ma l’episodio mi è tornato in mente l’altra sera, quando ho cenato allo stesso tavolo di Gualtiero Marchesi, entrambi invitati al Postale* del Castello di Monterone. Sarà stato per l’autorevole serenità, i modi, la levatura di un personaggio determinante nella storia della cucina italiana; professionale, profondo e garbato come pochi.

Certamente mai saccente o sopra le righe, Marchesi mi è sembrato estremamente rispettoso dei piatti assaggiati e dei loro interpreti, anche se certo non accomodante o falsamente accondiscendente. Un uomo d’altri tempi, insomma, con un quid di autenticità che molti spadellatori di oggi si sognano.

L’occasione, oltre che per le mie strane associazioni mentali, è servita a vivere una serata deliziosa nel rinnovato ristorante della famiglia Capaccioni, che insieme allo chef Marco Bistarelli ha riportato un macaron a Perugia. Uscito dall’equivoco del doppio ristorante (addio Gradale, senza troppi rimpianti) e di una sala decisamente risicata e classicheggiante per le corde e la cucina di questo cuoco, lontana anni luce dalle atmosfere del primo Postale di Città di Castello, la nuova avventura sembra nata sotto una buona stella.

Certo è troppo presto per i bilanci, siamo solo all’inizio, però la città pare aver ritrovato un locale assai divertente, più facile da approcciare (anche nel prezzo, grazie alle proposte “Pop”), moderno, a tratti scanzonato ma di livello assoluto.

I piatti della serata, che vedeva Marchesi ospite d’onore in una specie di tavolo social, ideale per raccontare belle storie, le atmosfere della sala, il contesto e il panorama strepitoso impongono al più presto una nuova visita. Con o senza lettera di ringraziamento.


Battuto di scampi, mosaico di lamponi e mango, yogurt acido e Campari

Minestrone moderno

Tortello di uovo liquido, asparagi, tartufo nero di Norcia

Esperienza: il piccione

Il Rosso e il Bianco

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.