Una nuova stella (italiana) ad Hong Kong

Il mondo si è ristretto. La possibilità di viaggiare e i clamorosi sviluppi della comunicazione contribuiscono in maniera decisiva a svelare come stanno veramente le cose, o quantomeno offrono angolature impensabili fino a qualche anno fa.

L’approfondimento della qualsivoglia è alla portata di tutti quelli che lo desiderano e le falsificazioni hanno vita sempre più dura.

Anche nel mondo della cucina e del vino molte nebbie si stanno diradando. Il così detto gusto internazionale vacilla, gli appassionati più esigenti pretendono autenticità, chiarezza, certezza dell’origine. Per dire, la cucina etnica che scimmiotta, spesso in maniera grossolana e irreale, quella della madre patria è in forte crisi. Non che non esista più ma a New York come a Singapore, a Hong Kong piuttosto che a San Paolo i casi virtuosi sono in aumento. Perché la gente sa e, giustamente, pretende.

La velocità di trasporto delle idee e delle merci ha un ruolo fondamentale in questo percorso evolutivo. Gli stili e le tendenze arrivano prima, il dialogo è globale e non si assiste più a quella sensazione di ibernazione, alla Good bye, Lenin!*, per capirci, che si provava in un ristorante italiano all’estero fino a qualche anno fa.

Prodotti autentici (molti dei quali acquistati direttamente alla fonte), cucina stilisticamente e tecnicamente elevatissima, originalità, fantasia, idee, buon gusto, professionalità e cura maniacale dei dettagli. Ingredienti necessari per il successo, almeno a certi livelli. Tutti, ma proprio tutti, presenti nell’impresa asiatica del trio formato da Marco Gubbiotti, Ivan Pizzoni e Andrea Santilli, tre fuoriclasse dell’enogastronomia umbra e italiana capaci di qualsiasi cosa, come dimostra anche l’innovativo Cucinaa*.

Sono loro ad aver progettato Il Milione*, ristorante entrato subito nella ristretta cerchia delle migliori tavole di Hong Kong. Un po’ dall’Italia, un po’ con viaggi lampo, altre volte con lunghe permanenze in loco. Oltre che, ovviamente, con i giusti collaboratori di sala e di cucina, capaci di dargli forma e gambe veloci. Un progetto straordinario che ha avuto, giusto pochi giorni fa, il suo primo macaron. Stella Michelin arrivata ad appena nove mesi dall’apertura, tanta voglia di farci un salto al più presto e doverose congratulazioni a tutti i protagonisti.

Forse suonerà un po’ esagerato, pomposo e retorico ma credo che queste imprese, specialmente perché “vere”, siano un vanto e facciano bene a tutto il Paese. Non solo all’orticello del vino e della cucina.

Grazie ragazzi!

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.