Sull’Altare del vino

Qualche giorno fa ho parlato al telefono con Elio Altare. Sto scrivendo un articolo sul rapporto tra i vini e i legni di affinamento, cercando di capire l’evoluzione e l’attualità della materia, proponendomi di uscire dalla semplicistica dicotomia barrique – botte grande.

Insomma, dieci minuti di chiacchiera con Altare, uno dei grandi innovatori di Langa, mi parevano obbligatori.

Ora, quel che volevo sottolineare qui non è tanto ciò che è emerso sul tema, le convinzioni sulle macerazioni brevi o i legni piccoli. Quel che mi ha colpito della telefonata è la riflessione più profonda di questo celebre vignaiolo.

Ad un certo punto gli chiedo se, a suo parere, i risultati raggiunti nel tempo dai “modernisti” sono in linea con le aspettative, o se magari qualcosa è andata diversamente rispetto alle previsioni.

La sua risposta, molto franca e diretta, mi ha fatto ragionare su certe teorie elaborate dalla critica, spesso alla ricerca di significati estetici o interpretazioni della realtà che vanno al di là delle reali intenzioni dei protagonisti.

Ecco cosa mi ha detto Elio Altare:

“Sono piuttosto incazzato per come vengono ricostruite le cose. Per  raccontare e capire il vino bisogna conoscere la storia. Solo i veri contadini possono dire come stanno i fatti e la verità è molto semplice: 40 anni fa non si vendeva una bottiglia di Barolo. Anzi, nessuno lo voleva nemmeno a regalo. Le scelte che abbiamo fatto sono state dettate dalla sopravvivenza, erano un tentativo di uscire dalla miseria. Voi giornalisti parlate tanto di mode, di stili e di tradizione ma per me sono parole vuote. Io la così detta tradizione l’ho vissuta e non la auguro a nessuno!

** Non parlavo con Altare dall’ultima volta che sono stato a trovarlo in cantina. Anche allora fu molto istruttivo: ecco qui il video fatto per WineNews

Foto: baroloboysthemovie.com

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.