Il Caffè Belardi. Una storia italiana

Conoscevo il Caffè Belardi* ma nelle ultime settimane ho avuto la fortuna di approfondirne la storia, chiacchierando con i protagonisti dell’impresa e avvicinandomi con più attenzione alla tazzina.

Un’avventura che comincia ad inizio Novecento, che suona pionieristica e che regala un piccolo esempio di quello che il genio artigiano del nostro paese può dare.

Ci sarebbe poi anche una riflessione laterale. Il caffè non è certo un prodotto delle nostre terre ma nessuno si sognerebbe di contestare la sua “rilevanza” in Italia e la sua stessa appartenenza al nostro modo di vivere. Così come la leadership di molte aziende nostrane sui mercati del mondo: dalla torrefazione alla produzione delle macchine da caffè, vero vanto del made in Italy praticamente ovunque.

Ci tenevo a dirlo, perchè a volte siamo fenomeni nel sottovalutare o addirittura nel demolire quanto di buono sappiamo fare. E non è detto che non si possa compiere un lavoro eccezionale con qualcosa che non nasce nel giardino di casa.

Qualcosa che profuma di passione, di professionalità e di successo. Come il caffè Belardi, una storia italiana come tante.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.