Thomas Kohl | Quando la mela non è un peccato

Dopo aver letto ‘La tazzina del Diavolo*, uno splendido racconto di viaggio sulla rotta del caffè, dai primi vagiti etiopi agli Starbucks americani, sono subito andato a cercare un altro libro di Stewart L. Allen.

E’ allora che ho trovato ‘Nel giardino del Diavolo*, una specie di trattato sui cibi proibiti che hanno definito i paradigmi alimentari dei popoli del mondo.

Piatti, tabù, vizi capitali, incredibili aneddoti e racconti di viaggio in luoghi esotici, anche questa seconda pubblicazione ha diversi argomenti a suo favore, oltre a godere del tratto ironico e brillante dell’autore.

E’ passato qualche anno, ma tra i capitoli di questo secondo libro mi sembra di ricordare un bell’approfondimento sulla dicotomia tra l’uva e la mela, capace di dividere e porre in uno stato dialettico, se non conflittuale, i popoli del Mediterraneo con quelli del nord Europa. Gli uni con l’uva quale frutto totemico e il vino come bevanda principale. Gli altri con la mela e il sidro in primo piano. Popoli e culture differenti, culti pagani assorbiti dal cristianesimo che, guarda caso, ha la mela alla base del peccato originale e il vino come simbolo del sangue di Cristo. Tanto per far capire senza mezzi termini come stanno le cose.

Il libro mi è tornato in mente durante una chiacchierata con Thomas Kohl*. Lui è altoatesino, dunque vive in una regione che ha tentato con successo la via della conciliazione tra la mela e l’uva. In più è un produttore di mele e di straordinari succhi con un passato di studi enologichi e una gran competenza nel mondo di Bacco.

Al di là di tutte le mie farneticazioni, il vero interesse dell’incontro è stato assaggiare i super succhi di mela di Thomas. Vengono prodotti con frutti di montagna che crescono sull’altopiano del Renon, ad oltre 900 metri d’altezza. Ci sono i monovarietali e le cuvée, quelli di sole mele e i mix con altri frutti. Dalle carote ai mirilli, dal sambuco al ribes, dal lampone all’albicocca.

Tutti straordinari, gustosi e rinfrescanti, con un’acidità che li rende perfetti nel gioco degli abbinamenti a tavola. Non ci credete? Provate il succo mela e carota con una bella tartare di salmone e ne riparliano. A patto che sia tra i cibi consentiti dalla vostra cultura, ovviamente.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.