Vola colomba vola

Fabio Starnini è decisamente troppo magro per fare quello che fa (tutta invidia). Appassionato di cibo, vino e prodotti di ogni genere, viaggia in lungo e in largo alla scoperta di quanto di meglio si possa trovare nel settore dell’alto artigianato gastronomico. Dopo l’esperienza di successo di “Pane e companatico”, quando ha trasformato la bottega di famiglia in un angolo di paradiso del gusto, si è messo a fare il consulente. Ovviamente a modo suo. Tra le altre cose, cura il reparto gourmet di un importante marchio della grande distribuzione.

Lo scorso 19 marzo, Fabio e altri fissati del gusto si sono trovati al Salefino di Terni per una degustazione delle migliori colombe in circolazione, selzionate per qualità delle materie prime e utilizzo del lievito madre.

Ecco come è andata.

Colomba Classica Pregiata Forneria Lenti – Grottaglie, Taranto

Panificatori per tradizione, i Lenti presentano l’unica colomba cotta nel forno a legna tra quelle assaggiate. Una caratteristica che si ritrova appieno nel prodotto, introdotta da una forma non molto regolare, dalla glassa non uniforme e non del tutto croccante, dal colore scarico (il meno intenso di tutte). Perfetta la lievitazione, croccante e lievemente amarognola l’arancia candita, splendidi i profumi di lievito e amaretto. Il gusto ricorda la panetteria, non risultando eccessivamente dolce e impattante. Come un grande “passista”, però, o un superbo Pinot Noir, chiude pulitissima e infinita. Più elegante che muscolare, è una colomba per palati fini e allenati. Forse la migliore. Da non perdere anche la versione fichi e cioccolato!

Colomba Classica Biasetto – Padova

Colomba di alta pasticceria, prodotta da quello che viene definito l’Atelier Biasetto, è tecnicamente ineccepibile per lievitazione, croccantezza della glassa, forma e colore (bellissimo giallo carico/dorato).
L’arancia è croccante al punto giusto, ben giocata tra sensazioni dolci e richiami amari. Il profumo di amaretto è preciso, l’umidità della pasta da manuale. Al gusto si ritrova l’amaretto che, unito
alla croccantezza dolce-amara del candito e alla giusta umidità della pasta, dona in bocca un’esplosione di sapori. Non ha una lunghissima persistenza ma chiude pulitissima.

Colomba Gianduja Biasetto – Padova

Glassa formata da nocciole, croccanti e riccioli di crema gianduja che torna anche nell’impasto (dove non ci sono pezzi di cioccolato). Lievitazione perfetta, ottimo il connubio tra croccantezza delle nocciole e consistenza (solo lievemente “legnosa”). Chiude comunque equilibrata.

Colomba Classica Pepe – Salerno

Pasticceri da sempre, i Pepe sfornano una colomba che per tecnica (lievitazione, forma, glassa, umidità della pasta, colorazione…) e precisione può essere paragonata a quella dei Biasetto. Le note distintive sono il netto profumo di arancia e il candito molle (che non conferisce la necessaria consistenza) e decisamente dolce. Il tutto genera un gusto inebriante (molto dolce), di sicuro impatto, finale pulito e mediamente lungo. Forse la sensazione dolce è un po’ prevaricante.

Colomba Sottobosco Sal De Riso – Salerno

Vedi Pepe e Biasetto nelle caratteristiche di base. Fantastica sensazione dolce grazie ai lamponi, ai mirtilli e alla crema presente all’interno e sulla superficie della colomba. Gustosa ma un filo stucchevole.

Colomba Limoncello Sal De Riso – Salerno

Capolavoro nella categoria farciti, ha crema rigorosamente varietale, pulita e gustosa. Lievitazione perfetta, come ti aspetti da “lu” maestro Salvatore. Per distacco la miglior colomba farcita di sempre.

Briacolomba Bonci – Roma Montevarchi

Figlia del Panbriacone, che ricorda in tutti gli aspetti tranne che nella forma, non è davvero giudicabile in questo contesto, visto che si discosta molto dalla concezione che si ha della colomba. Certo è molto gustosa e piacevole anche se il Marsala marca in maniera importante (tutti i restanti elementi vanno in secondo piano) e ne comprime (fisicamente) la forma. Riuscitissima la lievitazione.

Foto: dolcepasticceria.it

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.