Considerazioni non richieste su Brunello 2008 e dintorni


Che c'azzecca Tipicamente con la fredda cronaca? Niente, o quasi, avete ragione. Quei quattro cialtroni che ci seguono hanno capito da un pezzo che per conoscere i fatti e l'attualità del vino devono cercare altrove.

Da queste parti si cazzeggia in maniera seria, seguendo il filo delle proprie, personalissime, strampalate, riflessioni; e curandosi poco o niente di quel che accade intorno.

Lasciamo le primogeniture a quelli seri e le dirette degli eventi (oggi si chiamano liveblog) a chi le sa fare. Noi ci prendiamo il lusso di raccontare i fatti nostri, magari cercando una chiave interpretativa delle cose di cui parliamo, ma senza l'assillo del tempo e fregandocene altamente della dittatura dei click. Meglio un lettore in meno che un post scritto in maniera svogliata o poco convinta.

E allora? Cos'è sta storia di parlare dell'ultima annata del Brunello, di come è andata l'anteprima, di stelle, di classifica dei vini e via discorrendo? Avete ragione. Però tranquilli, diciamo la nostra su Montalcino e poi di corsa, promesso, torniamo alle inutili elucubrazioni che tanto ci piacciono. Perdonateci dunque questo passaggio a vuoto: ne avrete sentite tante che una stupidaggine anche da parte nostra si può accettare. A sto punto una più o una meno…

E allora via, ecco la nostra idea sui Brunello 2008.  E´ stata l'annata che è stata e i vini ne sono la diretta conseguenza. Per noi questo è un fatto positivo, almeno se si ha il coraggio di dire che è giusto seguire la natura anche quando la natura non segue te, quando si incazza e non si comporta esattamente come vorresti. Ecco, i Brunello 2008 hanno seguito l'andamento di un'annata non facile e la media dei vini è così così. Che vuol dire? Non ci sono ottimi Brunello in questo millesimo? Certo che no, anzi, è proprio in questi casi che i fuoriclasse tirano fuori bottiglie da urlo. Superando l'ostacolo, anzi cavalcandolo come un'onda pericolosa.

Il fatto è un altro: la media generale è più bassa di altre volte e tracciare un profilo della 2008 vuol dire parlare di vini aromaticamente e fisicamente più diluiti, con tannini spesso imprecisi, immaturi, che li accorciano e regalano finali spesso incerti.  Tutto qui, anche se ovviamente la corsa a di dire l'opposto è già partita. Se l'annata è minore per essere fighi bisogna dire che è elegante mentre se invece è buona allora è prevedibile e banale. Magari è così davvero, ma certo è difficile crederlo col bicchiere sotto il naso.

Lasciando ai posteri l'ardua sentenza, ecco invece qualche caso virtuoso che ci ha particolarmente colpito e un filotto di vini che oltre ad essere molto buoni ci paiono aver interpretato al meglio le peculiarità del millesimo. Sfogliando gli appunti, c'è un Tenuta di Sesta sempre più convincente sul piano stilistico e la conferma de Le Potazzine, un Citille di Sopra Poggio Ronconi incredibilmente mediterraneo e un Collemattoni che potrebbe riservare qualche bella sorpresa. Fine e saporito il solito Gianni Brunelli – Le Chiuse di Sotto; molto intrigante in prospettiva, anche se ancora durissimo, Il Marroneto Madonna delle Grazie.

Tra gli splendidi Brunello de Le Ragnaie peschiamo quest´anno Fornace, delizioso nel gioco tra note dolci e acide, mentre tra quelli di Tiezzi è grandissimo Vigna Soccorso. Siamo dei fan sfegatati, è vero, ma quanto è buono Canalicchio di Franco Pacenti! Sinuoso, affilato ma di gran sapore Pietroso, preciso e reattivo Querce Bettina, emozionante Salvioni, ampio e speziato Sesti. Roberto Aglieta si conferma tra le novità più interessanti, Caprili appare più contraddittorio del solito in questa fase, ma piacerà moltissimo agli amanti dei Brunello fieri nel loro profilo ossuto e terziario.

Chiudiamo con una cantina che ci convince sempre di più e che incarna appieno l'idea che abbiamo della zona del "Greppo", un nome che a Montalcino significa qualcosa. Le Chiuse regala agli annali uno splendido Brunello 2008: ha profumi di ciliegia, grafite e macchia mediterranea, oltre ad un corredo spaziato di rara finezza. La bocca è di magistrale estrazione, finissima e lunga, saporita e di perfetta trama tannica.

Chiosa sulle Riserve 2007: Poggio di Sotto sontuoso (mentre l'annata 2008 è da rivedere), Sesti Phenomena godurioso, super-classico il redivivo Barbi. Molto più che uno strepitoso rapporto qualità-prezzo per Pian delle Querci e Fattoi. Dura ma prospettica la Riserva di Capanna, anche qui ai piani alti Le Chiuse, Poggio Antico con l’Altero, Tenuta di Sesta.

Provare per credere, così come proveremo ma al momento non crediamo del tutto alle 5 Stelle appioppate dal Consorzio all´annata 2012. A meno che non sia dovuta ad un'improvvisa invasione di grillini in piazza Cavour n.8…

L’incontro tra i due è colpa del vino e di un Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico al Gambero Rosso. Da allora non hanno mai smesso di assaggiare, viaggiare e confrontarsi su tutte le tematiche del settore. Nel 2009 fondano Tipicamente.