Il prêt-à-porter del gusto è a Senigallia

Uliassi o Cedroni, Cedroni o Uliassi? Dici Senigallia e parte come un disco rotto il confronto (un po’ stantio, diciamolo) tra due grandissimi cuochi dell’Adriatico e altrettante, memorabili espressioni di alta cucina di mare italiana (e dico poco, sia per il mare che per l’italiana).

Una ricchezza fuori scala che ha letteralmente trascinato gli appassionati all’ombra della rotonda, e che oggi fa vivere con convinzione, forse più che altrove, il fenomeno dei luoghi del gusto prêt-à-porter. Un modo per assaporare il talento culinario di alcune prime firme in contesti più semplici e informali, oltre che economicamente alla portata. Una via golosa ma dinamica e accessibile rispetto al grande ristorante. E spesso non meno divertente.

E’ in questo filone che nasce Anikò* (ormai qualche anno fa ma più in forma che mai), la salumeria di pesce di Moreno Cedroni, capace pure di dar vita all’incantevole Clandestino di Portonovo*. Una via che Mauro Uliassi ha intrapreso più di recente, ma con una convinzione tale da portalo “sulla strada” con il chiosco mobile (o baracchino futurista con le ruote, fate voi) progettato da Mirko Gabellini, designer di paddock mobili per la Formula 1, capace di girare in lungo e in largo per la penisola mostrando il genio- Uliassi in versione low cost.

La novità dell’estate, sempre riguardo Uliassi e la sua Senigallia, è l’angolo-aperitivo sulla rotonda. C’è il mare, c’è il nostro disco che suona, e c’è pure il “panino di porchetta con porchetta” che ho sognato per mesi e che finalmente ho potuto testare scientificamente.


Senigallia Über Alles, Uliassi – Cedroni e tutte le loro declinazioni in forma smagliante. A chi può venire in mente di mettersi in mezzo? Ma al Gianfrancone nazionale ovviamente. Ecco allora che da pochi giorni (in centro, a due passi da Anikò) ha aperto i battenti Zona Vissani: un concept che esalta, col suo arredamento minimale e moderno, l’offerta classica del bar: dalla colazione al’aperitivo, passando per il brunch.

Il risultato? Per me da rivedere, magari dopo il necessario rodaggio. Il bar è carino ma l’offerta per il pranzo mi è sembrata un po’ limitata e prevedibile. Una pasta fredda (finita al mio arrivo, verso le 14), un tramezzino al salmone piuttosto anonimo e una zuppetta fredda di legumi, buona ma “normale”.

Si può fare di più, insomma, anche perché il paragone con quei due è inevitabile e se Vissani vuol fare una roba a tre serve almeno un pizzico del suo talento.


Anikò – Piadina con San Daniele di tonno, verdura, mozzarella, crema giardiniera. Sempre da Anikò, nella foto di testa: polpo con zuppa fredda di verdure e lasagna rosa con gamberi, seppie e zenzero.


Anche la festa non era male ma la notizia è quella in basso…

Panino di Porchetta con Porchetta by Mauro Uliassi

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.