Chi si fida di TripAdvisor?

Sapevo cosa fosse e di sicuro ci avevo buttato l’occhio qualche volta. Mai seriamente, però, e certo senza fermarmi a riflettere troppo sul meccanismo.

Da guidaiolo (attivo e passivo) penso di avere sempre la risposta (che come dice Queloè dentro di te, e però è sbagliata…”), grazie all’invidiabile collezione di carteggi che raccontano le osterie, i ristoranti, i negozi, i bar, i bagni pubblici, le cabine del telefono e tutto quello che serve sapere per non farsi trovare impreparati nel posto in cui si passerà un po’ di tempo.

Dopo aver scelto un ristorante con il massimo dei punteggi su TripAdvisor* però, qualche domanda me la sono fatta.

–    Chi sono gli anonimi che dietro uno pseudonimo esaltano o stroncano un ristorante?

–    Chi ci assicura che quel posto sia stato effettivamente visitato e la recensione non sia solo frutto della fantasia o del capriccio di qualcuno?

–    Non sarebbe il caso di obbligare i recensori a firmarsi con nome e cognome o quantomeno a fornire i propri riferimenti?

–    Quanto è ampio il fenomeno che vede i ristoratori “corrompere” i clienti per un certo numero di recensioni positive?

–    Chi ci garantisce che i ristoratori non si organizzino in prima persona per accumulare recensioni positive riguardo il proprio locale, così come negative per i propri concorrenti?

–    Quanti clienti hanno approfittato della loro posizione di recensori per chiedere favori al ristoratore (“fammi lo sconto o ti stronco su Tripadvisor…”)

A parte questo, ci sarebbe da indagare sull’affidabilità di un mezzo che dà a tutti la possibilità di dire la propria. Democrazia o democraticismo? Non sembra strano anche a voi trovare giudizi diametralmente opposti sullo stesso ristorante? E non c’è una sorta di festival della compensazione per cui, alla fine, tutto finisce in una grossa zona grigia?

La mia esperienza mi fa essere scettico, lo ammetto. Il mirabolante ristorante a 5 pallini verdi si è rivelato un posto modesto, piuttosto banale nell’offerta e con un servizio furbetto ma povero di contenuti. E lo stesso potrei dire di altri locali che avevano il massimo dei punti.

Non so voi, ma io per scegliere il prossimo ristorante non andrò a vedere le recensioni di TripAdvisor…

Ecco un clamoroso esempio di schizofrenia critica. Le recensioni dello stesso Hotel, postate da due presunti clienti a distanza di pochi mesi…

“Prima di andarci non sapevo cosa fosse l’inferno!!!”
Recensito il 29 marzo 2012

Come da oggetto, mai visto un posto tanto sporco, degradante e deprimente. Non funziona niente. Nonostante la prenotazione il proprietario ci sistema come e dove gli sta più comodo a lui. Alla richiesta di spiegazioni veniamo insultati dagli stessi proprietari dell’ostello che alla nostra minaccia di rivolgerci alle forze dell’ordine ci accusano di denunciarci in quanto “spacciatori di droga”. Allucinante…

“La migliore ospitalità che potrete mai trovare”
Recensito il 12 luglio 2012

Non credo che avrei gradito il mio soggiorno a XXX altrettanto se non per l’ospitalità della famiglia XXX meravigliosa. Anche allora, Giuseppe è stato sempre cercando di rendere il nostro soggiorno ancora migliore. Egli era sempre pronto a dare consigli, aiutare con prenotazioni, e assicuratevi di avere un buon tempo sull’isola. La posizione è un po’ difficile da trovare la prima volta ma una volta scoperto, si rende conto di quanto l’ostello è situato in buona posizione. È incredibilmente vicino alla spiaggia, le fermate degli autobus per viaggiare intorno all’isola, e la famiglia è sempre pronto a fornire il servizio di trasporto per il loro ristorante, che ha il miglior cibo da strada. Non troverete un altro luogo con una tale atmosfera.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.