Bocomabuono | Barberani – Orvieto Classico Superiore VINOSO2

bocomabuono è la rubrica dedicata alle piccole produzioni, diciamo entro le 15 mila bottiglie all’anno. Uno spazio dove racconto, a modo mio, i vini che cerco o quelli su cui inciampo. E che mi paiono meritevoli di essere conosciuti, bevuti e magari amati. Vini noti o da scoprire, realizzati con cura, figli di progetti originali che diventano altrettante storie da narrare. Dentro e fuori la bottiglia.

Barberani – Orvieto Classico Superiore VINOSO2 2011

Più che una degustazione di vino sta diventando un esperimento scientifico, con tanto di misurazioni, appunti e prove empiriche di ogni tipo. Non pensavo di dover dedicare tanto tempo al nuovo vino dei Barberani Brothers ma quello se lo sta prendendo lo stesso.

Stappata alle 13 35′ 29” di sabato 26 maggio 2012 la bottiglia in questione si trova ancora nel mio frigorifero e il vino che c’è dentro non accenna a cambiare di una virgola. Assaggiato due volte al giorno tutti i giorni, ad orari prestabiliti, presenta un profilo sostanzialmente invariato e niente lascia immaginare che qualcosa cambierà. Boh?!

Allora, ricominciamo da capo. Il vino intanto è un bianco, è stato appena sfornato dalla cantina e si chiama VINOSO2, gioco di parole che punta dritto dritto ad evidenziare l’assenza di solfiti aggiunti. Non un bianco qualunque ma un vino a denominazione, un Orvieto Classico Superiore, fatto solo con uve super tradizionali della zona come grechetto e procanico (trebbiano).  Il percorso che porta al totale abbandono dei solfiti è bene lasciarlo ai tecnici (in fondo trovate le spiegazioni di Niccolò, tanto per non rischiare…), a me il compito di ricordare che in bottiglia ci sono solo quelli sviluppati naturalmente (che per legge vanno comunque segnalati, in caso superino i 10 g/l; e così è per questo vino).

Metodologie produttive e tecnicismi a parte, ne esce un bianco sorprendente, tra i più originali che mi siano capitati di recente. Ha un profilo contrastato, dai tanti volti. Passa con disinvoltura dalle note mature, di buccia d’uva, a quelle marine, di erbe aromatiche e agrumi, fino ad un curioso e pervasivo tratto di nocciola ancora verde. Bellissima la bocca, fresca nonostante l’acidità non abbia valori impressionanti, di equilibrio e tanto sale, senza accenni di bruciature alcoliche. E’ la tessitura, tuttavia, a colpire di più: serrata, cremosa, addirittura vellutata. Un bel vino, che invoglia a bere e a ribere. La mia bottiglia, però, a forza di fare esperimenti, è quasi finita…

Produttore: Barberani – Vallesanta*

Vino: Orvieto Classico Superiore VINOSO2

Numero di bottiglie: 3.500 circa

Prezzo: € 12 – 13

Ecco la spiegazione tecnica di Niccolò Barberani:

Il particolare metodo che utilizziamo è caratterizzato, in primis, da una meticolosa disinfezione delle uve e di tutti i macchinari di cantina utilizzati, tramite un trattamento con ossigeno attivato e quindi senza alcun utilizzo di prodotti chimici di sintesi. Lʼossigeno attivato è oggi conosciuto come il composto più efficace e sicuro nei trattamenti di disinfezione e sanitizzazione di cibo e bevande, approvato dalla EFSA, dal Ministero della Salute ed accreditato HACCP e biologico. Tale tecnica nasce dalla nostra collaborazione con il dipartimento D.I.B.A.F. dell’Università della Tuscia e la PC Engeneering – PUROVINO. Fondamentale poi la gestione della fermentazione, della decantazione e dell’affinamento totalmente in riduzione. Gli acini maturi di grechetto sono caratterizzati da una considerevole ed inusuale tannicità, rara tra le varietà a bacca bianca. Tale caratteristica assicura ai mosti una elevata presenza di sostanze antiossidanti, già nel periodo prefermentativo. In fase di realizzazione sono stati utilizzati esclusivamente trattamenti fisici sul vino, tramite il controllo della temperatura. Determinante nel successo del progetto è la gestione della macerazione delle fecce di fermentazione per 6 mesi in vasca”.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.