Luca Gardini | Il fenomeno

Conosco Mauro Casciari* dai tempi del liceo e lo seguo sempre in Tv da quando è diventato una Iena.

Con lui condivido anche l’amicizia e la collaborazione di Alessandro Maestrini, per entrambi indispensabile cameraman; o meglio una specie di Mac Gyver capace di risolvere qualsiasi problema tecnico (e non solo) legato al suo lavoro. Il microfono cade in un burrone e si frantuma in mille pezzi? Lui ne costruisce un altro in 5 minuti con un fermacapelli e delle forbicine da unghie. Per dire.

Ecco perché ho seguito da vicino le imprese del prode Casciari durante gli ultimi Vinitaly e conosco parecchi retroscena dei suoi servizi. Nell’ultima edizione, per esempio, il mio amico Iena si è inventato un giochino per testare la competenza di alcuni “esperti”, o meglio la loro capacità di riconoscere alcuni vini alla cieca.

A parte i tanti che se la sono data a gambe (non li biasimo, la classica figura di m…. è dietro l’angolo in questi casi), i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dunque se non l’avete ancora fatto, ecco il link della puntata andata in onda su Italia 1.

Al di là di quel che si vede però, volevo riportare le considerazione fuori onda del duo Casciari – Maestrini, letteralmente impressionati dalla capacità e dalla velocità con cui Luca Gardini, non a caso il Sommelier Campione del Mondo, ha riconosciuto i vini che via via gli venivano messi nel bicchiere.

Personalmente non considero questa la  dote più importante da sviluppare nella comprensione del vino (e men che meno nella sua comunicazione), ma è altrettanto indubbio che quella di dare un nome ad un bicchiere anonimo è una qualità comunque rilevante, che dimostra una capacità mnemonica e conoscitiva fuori dal comune.

E in questo, oltre ogni ulteriore riflessione, Luca Gardini è un vero fenomeno.


Foto: Milanodabere.it*

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.