Il vino vinoso

Il glossario e i rituali del vino sono roba tosta. Regalano perle ampiamente sfruttate dall’universo comico (e che non vogliamo tirare in ballo per l’ennesima volta l’Albanese sommelier?*), scenette esilaranti, fraintendimenti di ogni genere, forzature e doppi sensi.

Roba da maneggiare con cura, insomma, sempre lì pronta a rivoltarsi contro…

Descrizioni fantasiose, nei casi migliori, corredate da millemila profumi e riconoscimenti che mai avresti sospettato esistessero. Minuziose vivisezioni che ottengono il solo effetto di non farti capire niente del vino nel suo insieme, facendo passare la faccenda dal campo dell’amore passionale a quello dello studio ginecologico, se posso permettermi il paragone.

Concentrandosi invece sui termini nudi e crudi, senza interessarsi alla letteratura, fanno sbellicare dalle risate parole codificate e rispettabili come vino alcolizzato (no, non è una bottiglia barcollante ma un’alternativa a “fortificato” o “liquoroso”) piuttosto che, udite udite, vino vinoso (cacofonia a parte, ma come ti viene in mente?).

Quest’ultimo, alla lettera, indica “il profumo caratteristico del vino rosso giovane, ricco di sentori che ricordano la vinificazione e in particolare le parti solide del mosto, cioè le bucce e i vinaccioli. Il tipico profumo di cantina durante la svinatura”.

Se è così il mio vino vinoso (e via fatemelo usare per una volta) è il Montepulciano d’Abruzzo 2008 di Emidio Pepe. Vabbè, forse uso il termine in maniera un po’ libera, questo rosso non è poi così giovane all’anagrafe. Però ricorda in maniera incredibile la bellezza e l’esuberanza dell’uva, delle bucce che macerano nei tini, dei profumi umorali di cantina,  dalla fermentazione alla svinatura.

Un rosso dal fascino atavico, reso ancor più gustoso da quei richiami di bacca di caffè e lieve erba falciata. Da sgargarozzare. Per ora, perché la sensazione è che in bottiglia avrà modo di crescere ancora, perdendo un filo di esuberanza e trovando il giusto saldo di complessità. Non voglio ancora pensarci però. Voglio solo godermi questo splendido vino vinoso.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.