Decimi primi

E’ tanto che non gioco al “se fosse”, e oggi mi è venuta voglia. Se quello di Graziano Decimi* e della moglie Romina fosse una cantina e non un frantoio, e se al posto del verdissimo extravergine i calici si riempissero di un bel vino rosso rubino, in giro non si parlerebbe d’altro che di questi due tizi e della loro impresa un po’ folle.

Si citerebbe senz’altro il terroir, che dai colli di Bettona si inerpica verso il borgo romano di Collemancio (a un tiro di schioppo da Cannara, dunque dal confina tra le due Umbrie), per trovare una curiosa appendice nei pressi dell’abbazia San Felce (dove si coltiva l’omonima cultivar), a Giano.

Si racconterebbero le peripezie e il duro lavoro manuale nei campi, le piante centenarie e un frantoio minuscolo progettato artigianalmente, in stretta sinergia con l’azienda che lo produce.

Chissà con quale enfasi si evocherebbero i numeri confidenziali e la produzione limitatissima, paragonabile a quella di un vin.. ops, pardon… di un huile de garage. E si godrebbe nello snocciolare le qualità francamente incredibili di quegli oli. La loro spiccata matrice territoriale e varietale, oltre che la straordinaria nettezza ed espressività aromatica.

Come l’Emozione dell’ultima campagna olearia. Un blend di moraiolo, san felice, frantoio e leccino da terreni collinari ricchi di sassi e calcare, oltre che di argilla. Un olio magnifico per potenza ed eleganza, nettezza e profondità. Che attacca su ricchissimi cenni di carciofo ed erba fresca, per seguire la via balsamica del timo, del rosmarino e della menta. Che torna in bocca, ovviamente, e ti rapisce con una pulizia che gioca a rincorrere sensazioni precise eppure mutevoli. Portandoti via lontano, con un amaro potentissimo ma nobile ed elegante, e una spalla piccante di grande purezza. Un capolavoro, insomma.

Con cui, se fosse un vino, si farebbero senz’altro delle verticali. Per dimostrare come sia capace di sfidare il tempo senza perdere la grinta e la freschezza (una bottiglia della campagna 2010 dimenticata in casa ha cambiato i miei personali parametri sulla faccenda).

Con un passo ben diverso rispetto a tanti altri extravergine (considerati) top. Esagerazioni, certo. Ma se qualcuno fosse abbastanza matto…

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.