Osteria Uvaspina meglio dell’aspirina

di

“Chiara, che fai stasera?” Boh, sto male, tosse, raffreddore, qualche lineetta di febbre- credo 36 e 2 (di norma la mia temperatura corporea si aggira sui 35 gradi tipo iguana) e forse resto a casa a lamentarmi della pesantezza della vita.

“Ah allora…”. Allora cosa? “Allora non vuoi venire a provare un ristorante aperto da poco in Valdarno”. Allora a che ora? “Alle otto all’uscita dell’autostrada”.

Il posto si chiama Uvaspina ed è sia ristorante che bar à vin, come si dice a Montevarchi. Francesca e Donato dopo tante esperienze maturate in Italia come all’estero, tra le stelle e le stalle, e poi di nuovo le stelle, hanno deciso di fermarsi a casa di Francesca in questa valle che a materie prime di qualità non scherza (un mio amico viene qui da Firenze a comprar le uova… firmate Prada).

Il ristorante ha circa sette tavoli per una capienza di venti esseri umani mangianti. In sala Francesca e ai fornelli Donato. La sala è sui toni del tortora e grigio, con una cucina a vista. Su ogni tavolo un fiorellino secco in vasetti diversi, un tocco di femminilità non troppo pronunciato. Dalla carta dei vini, minuta e interessante, con qualche produzione inusuale e vini non facilmente trovabili, si intuisce il desiderio di far si che il commensale si lasci guidare e consigliare nella scelta.

Si parte con un benvenuto che è una mattonella di polenta fritta su cui si adagia un’acciughina marinata da loro e del buon pane fatto in casa; così fragrante e saporito che i due primi cestini finiscono in meno di un minuto.

Essendo l’unica alloctona sono stata obbligata a mangiare piatti locali, con immenso piacere.
La zuppa di cipolle è realizzata con quelle rosse del Valdarno, il pancake fatto da loro e un caprino di un pastore di Campogialli, ed è preparata come una soupe à l’oignon, di quelle che puoi gustare nei bistrot intorno ai mercati di Les Halles dopo nottate di bagordi (mai vissute in questa vita). Per la tosse un toccasana e per lo spirito uno scalino a salire verso la pacificazione.

A seguire un Galletto del Valdarno con sedano e salsa BBQ, dalla carne tenera e pelle in crosticina croccante e appetitosa. Il sedano non è invadente e la salsa regala una specie di gusto sweet and sour che dà al piatto una firma orientale. In più il tutto ha l’effetto di farmi passare magicamente il raffreddore e accompagnarmi alla scala dell’autogratificazione.

A questo punto manca il passo finale per raggiungere il buonumore e la leggerezza della vita. Scelgo, almeno questo da sola, la crema di limone. Morbida, gustosa, profumata con un tocco di vaniglia che mi conforta e insieme alle risate della nostra tavola mi regala una ventata di felicità, oltre ad un apporto di vitamina C che non guasta mai. Il freddo della notte nulla potrà contro gli anticorpi rinvigoriti da questa cena!

Uvaspina

Via Isidoro del lungo, 62

Menu degustazione a 38 euro

Centro Storico Montevarchi – Arezzo
Tel. +39 055900194