Di Prisco | Dichiaro aperta la caccia alla Coda di Volpe

Coda di Volpe, ho detto. Risposta secca, immediata. La prima che mi è venuta in mente alla richiesta di quale vino volessi provare.

Le parole mi sono uscite di bocca facilmente, anche se a pensarci non so bene perché. Non ne avevamo parlato in macchina, durante il viaggio da Gesualdo a Fontanarosa, in Alta Irpinia, quando erano stati evocati i Big Three d’Irpinia: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e, naturalmente,Taurasi.

No, ne sono sicura, nessuno aveva accennato alla Coda di Volpe prima e dopo la richiesta di un amico: “passiamo da Pasqualino dopo pranzo?”. Detto fatto. Eccoci in una cantina fresca, un sabato pomeriggio sul tardi, col nostro bicchiere di Coda di Volpe in mano. Quella di Pasqualino, certo.

La nostra degustazione comincia. Informale, casual, in piedi, al centro della cantina Di Prisco. “Proviamo il 2009 e poi il 2010. Ma si, dai, una mini verticale”, suggerisco subito. Ancora una volta le parole hanno lasciato le mie labbra senza nemmeno rendersene conto né sapere il perché.

Va bene”, risponde Pasqualino. In men che non si dica uno splendido vino color oro lascia la bottiglia e rallegra i nostri bicchieri. Avvolgo subito il mio tra le mani, quasi un abbraccio, una coccola nella fredda aria autunnale. I miei amici degustano, discutono, mentre io aspetto. Aspetto che il mio vino si riscaldi un po’ prima di metterci il naso, prima di respirarne i profumi.

Fiori bianchi, vivi. Poi frutta fresca, giusto un accenno di pesca. L’assaggio arriva qualche minuto più tardi, senza fretta. Prima il 2009, poi il 2010. Vini pieni di gusto, con una bella acidità ma tutto sommato comodi, facili, immediati.

Andiamo avanti?” Certo…

La degustazione continua. Anzi forse per alcuni comincia. Ecco i tre grandi d’Irpinia. Ecco Fiano, Greco e Taurasi. Annusa, assaggia, commenta. Si è fatto tardi, è ora di andare. I miei amici fumano una sigaretta prima di salire in macchina. Ne approfitto per rientrare in cantina e salutare Pasqualino.  Lo trovo lì che sistemai bicchieri della degustazione appena fatta. Guardo il mio. Quello che ho abbracciato e coccolato fra le mie mani. Subito mi tornano in mente quei profumi.

Allora guardo Di Prisco e gli faccio: “Sai Pasqualino, vorrei comprare due bottiglie per casa”. Quale? Coda di Volpe. Risposta secca, immediata…