Cartoline dalla Romagna – Emilia


Più che uno slogan una filosofia di vita. E un monito per tutti gli scribacchini…


Altro giro altra birra. La Mata di Faenza ne ha presentata una 100% Made in Romagna. Di propria coltivazione anche orzo e udite, udite… luppolo!


I culatelli di Spigaroli. Noi abbiamo assaggiato quelli sul mercato da appena una settimana, figli di un’annata (2009), si dice, praticamente perfetta (ancora salivazione alta al solo pensiero…)


Anguilla Marinata delle Valli di Comacchio. Si, proprio quella della mitica pubblicità con la Loren.


Do you remember Saraghina?


Uovo di gallina romagnola cotto a temperatura costante (65° C). Perfetto nella consistenza e nel gioco aromatico con l’olio di Brisighella e il sale di Cervia

Mai sentito il Cavzaled? Delizioso umido di stomaco di maiale, era un caposaldo della colazione romagnola dell’Ottocento. Del resto, come pensare di superere altrimenti i rigori dell’inverno?

Sale di Cervia Grand Cru. Questo è quello della salina Camillone. Un prodotto che non ha prezzo, e infatti te lo portavi via con una semplice offerta libera


Delizioso il fegato di baccalà affumicato


Anna Morelli mostra orgogliosa la sua nuova creazione. Chiusa l’esperienza con Apicius ecco una pubblicazione (per ora quadrimestrale) che si annuncia golosa e innovativa. Io mi sono già abbonato e voglio tributare un caloroso benvenuto a Cook_Inc. (W chi scommette ancora sulla carta di qualità…)


Pizza e vino. Quale l’abbinamento ideale?


Alla fine di un cervellotico gioco di frecce, incroci e diagrammi, il mio responso è quello di sembre: Lambrusco


E il vino? Le degustazioni di quest’anno avevano per tema l’adorato e bistrattato sangiovese. Tanti i rappresentati, gli ospiti e i relatori illustri. Tra i miei assaggi top un commovente Chianti Rufina Selvapiana 1948 (nella foto con la sua “etichetta” originale) pescato all’interno di una splendida verticale di Bucerchiale condotta magistralmente da Armando Castagno. Originale, spiritoso, brillante e incredibilmente competente: grande Armando, è stato un piacero essere presente all’appuntamento


Laura Bianchi e il suo Chianti Classico Riserva Il Poggio 1995. Ancora una volta “il ragazzo” si è dimostrato un fuoriclasse assoluto, per quanto mi riguarda una delle annate più grandi di sempre di questa mitica etichetta chiantigiana


Karrus contro Karrus

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.