La Slovenia e il miracolo dell’acqua che diventa vino

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Questa volta l’obiettivo era chiaro: completa dedizione all’acqua. O meglio alle acque delle terme  Olimia di Podčetrtek in  Slovenia. Fissato l’hotel con pranzi e cene solo ed esclusivamente all’interno delle terme, i nostri tre giorni dovevano essere tutti dedicati alla depurazione di corpo e mente.

Avrei guidato fino a destinazione per 700 chilometri senza guardare le indicazioni di osterie e cantine. Senza considerare la vicinanza al Collio sloveno. Avrei ignorato i sorrisi compiacenti degli affinatori di formaggi o le dolci fette di prosciutto offerte ad ogni angolo. Ma come spesso succede, la difficoltà per me è quella di mantenere la mente concentrata sull’obiettivo (in queste piccole cose intendo, per il resto…) e, povera me, dannoso è stato aver parlato del mio viaggio termale in terra slovena a tante, troppe persone e tutti eno-gastro fanatici della prima ora.

Ed allora ecco, si parte, e l’acqua è stata presto tramutata in vino (e non solo).

“Dal consiglio dell’amico Antonio”: I Klinec

Dopo la breve sosta a Cormons, su su per una stradina che passa da Colle Duga (Damian Princic) ed Edi Keber, eccoci a Medana, zona vitivinicola di Brda, gia’ Slovenia. Questo e’ il regno dei fratelli Klinec: Uros e Ales. Ad accoglierci, varcato il portone, un camioncino giallo da circo, la stretta di mano di Uros e un bicchiere di Gardelin (Pinot Grigio), un vino giallo intenso, quasi dorato, che in bocca ricorda una fresca scorza di arancia.

Questa l’introduzione ai vini naturali dei Klinec e ai loro 5 ettari di vigna tra Rebula, Malvazia e Verduzzo ma anche Chardonnay e un po’ di Merlot e Cabernet Sauvignon per il rosso Mora dalla fragrante nota di ciliegia (come dubitarne…). E’ facile perdersi tra le parole di Uros, bravo nel raccontare la sua terra, nel condividere la scelta di produrre vini naturali, nel farti scoprire che il loro Jakot non è altro che la parola Tokaj al rovescio. Cambia la forma, ma non la sostanza. E qui la sostanza non manca.

Lo scopri uscendo, davanti al gelso, che si apre su un panorama di vigne dai confini incerti o alle stanze di affinamento con file di prosciutti appesi e salami di asino che Uros mostra con l’emozione di chi ti rende partecipe di un piccolo tesoro segreto.

Ci vediamo al Vinitaly? “No, non direi. Ci vediamo a Villa Favorita per Vin Natur 2011”. E’ ora di ripartire da casa Klinec.

“Le Acque ovvero le terme Olimia”

Due  giorni di bagni, cetrioli e minestra di verdura. Davvero nessuna ulteriore tentazione. Sonni ristoratori. Dormito anche sull’acqua. Intermezzo rilassante prima del secondo grande incontro.

“Dal consiglio dell’amica Chiara (nonche’ compagna di viaggio)”: Hisa Franko

Viaggio di ritorno verso l’Italia, direzione Kobarid (Caporetto). Non siamo qui per parlare di storia o confini ma per Ana Ros, patrona di casa insieme al marito Valter, di Hisa Franko ristorante del gruppo Jeunes Restaurateurs d”Europe.

Anche questa è una stretta strada in salita, col fiume Soca e i sui colori grigio, verde e blu che scorre giusto a fianco. Arriviamo per cena e troviamo Ana impegnata a tagliare un filetto di carne per i figli. Anche questa e’ una famiglia e anche questo e’ un luogo che coinvolge tutti i sensi. Pochi tavoli con le tovaglie che ricordano quelle dei pranzi della domenica. Su quella tavola un gioco continuo tra il territorio sloveno e i viaggi di Ana e Valter . Un gioco di colori tra l’arancio delle pareti (ricordo del Marocco) e il rosa della facciata. Tra il rosso del rabarbaro dell’orto e il nero dell’alga nori.

Ecco la mia collezione tra le creazioni- viaggi di Ana:

– Lingua di manzo morbidissima, composta di pere, purea di radici di prezzemolo e gelato di gorgonzola dolce.

– Merluzzo nero al fumo, salsa di cozze, insalata di alghe, cavoli di Bruxelles e bieta.

– Kobarid-Arabia-Giappone: insalata di fragole, barbabietole, gelatina di sambuco, crema soffice di cioccolato bianco e the verde matcha, meringa croccante di rosa di Damasco.

Manca poco al rientro. Manca poco all’Italia. Qualcuno parla di ottimismo. Vedremo.
Intanto penso al prossimo obiettivo da raggiungere, con la volontà di ascoltare qualche consiglio di amici che mi facciano deviare un po’. Come in un vero viaggio…