Cibo in Strada a San Giovanni Valdarno

Ogni volta che oltrepasso i patri confini, e non dico per andare chissà dove ma in qualche città del Primo mondo, anzi anche di quello Zero, non posso fare a meno di interrogarmi sulle leggi sanitarie italiane.

Senza troppe esagerazioni, da noi ormai è “legalmente” impossibile fare qualsiasi cosa, tanto che non solo le cucine di strada del Borough Market di Londra o un posto divertentissimo come lo Swan Oyster Depot di San Francisco sarebbero da arresto preventivo, ma anche la pizza cotta nel forno a legna e un sacco di tradizioni di casa nostra rischiano ogni giorno l’estinzione. L’HACCP, nonostante il vago rimando sovietico, peggio della CIA ai tempi del maccartismo…

Inutile dire che il cibo di strada è visto con sospetto dai benpensanti ministeriali, retaggio di un mondo che non dovrebbe più esistere, alla stregua delle unghie umane che forse servivano a qualcosa anche prima dell’invenzione dello smalto. Forse…

Il sottoscritto, e questo inutile sito, è invece da sempre a sostegno di questa necessaria, geniale e popolare forma di alimentazione, quella che meglio fotografa l’essenza di un popolo, che fa incontrare gente, riempie le piazze e crea socialità.

Se non ci credete vi consiglio La Place di Marrakech al tramonto, oppure di fare un salto a San Giovanni Valdarno domenica prossima, per la festa del Cibo in Strada. Un modo azzeccato di celebrare tutte le pietanze nate “dal basso”, figlie della necessità, capaci di colorare strade e mercati.

Dal panino con la frittata, “immancabile un tempo nella borsa di studenti, operai e contadini”, allo stufato sangiovannese che celebra le feste. Passando per la porchetta, la tarese del Valdarno, i coccoli con il lardo, il lampredotto, la trippa fritta e le polpettine di quinto quarto. Ma anche prelibatezze in arrivo dalle Marche, la regione ospite di questa seconda edizione dell’evento, come le olive all’ascolana e il fritto misto, la goletta del Montefeltro, i panini con la coppa di testa e la crescia sfogliata con la casciotta di Urbino.

Mangiatori di strada unitevi!

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.