Miracolo di Natale: Salama da sugo e Lambrusco

Oh, a saperlo avrei espresso un desiderio un tantino più sostanzioso, anche se pensandoci, alla fine, non mi è andata male.

E poi in quel momento di quello avevo voglia, enogastronomicamente parlando, dunque prendo il cavallo donato e lo bacio in bocca: il mio desiderio di Natale si è avverato.

Il fatto: al telefono col De Cristofaro, si chiacchierava delle bottiglie stappate in questi giorni di feste (non che nei giorni di non-feste le conversazioni siano tanto diverse…) e gli raccontavo di quanto meraviglioso fosse stato sgargarozzare il Radici di Paltrinieri, un Lambrusco di Sorbara Ancestrale che da un paio d’anni sta al mio Natale come l’asino e il bue intorno alla mangiatoia. E non fatemi dire chi sacrificherei dei personaggi del presepe pur di averne sempre una bottiglia a portata di mano.

Comunque, dopo aver parlato di quel vino, non so come ci siamo messi a vaneggiare di abbinamenti ideali per il Lambrusco e io sono uscito con un perentorio: “Non puoi capire quanto avrei voglia di metterci vicino una bella Salama da sugo ferrarese!”. Un desiderio praticamente irrealizzabile alle mie latitudini.

E invece che mi capita il pomeriggio stesso? Invitato da Giovanni Picuti* al mitico “pranzo degli avanzi”, presso la sua casa di campagna, sulle colline di Bevagna, arrivo baldanzoso con due bottiglie: uno Champagne Brut Tradition di Gatinois e, appunto, un Lambrusco. Non il nostro amato Paltrinieri (nessuna delle bottiglie che avevo è riuscita a superare il Natale, pace all’anima loro) ma un Reggiano Concerto di Ermete Medici.

Giovanni mi accoglie in maniera quasi carbonara e mi dice: “Non te ne andare prima che sia arrivata la Salama da sugo”. Li per li ho pensato ad uno scherzo, e comunque non riuscivo a credere alle mie orecchie. Possibile che il mio desiderio strampalato e improbabile sia destinato ad avverarsi? E chi diavolo ce la porta una Salama a Bevagna?

Non avevo fatto i conti con Filippo Artioli, giovane cuoco e ferrarese DOC, ma vecchia conoscenza della zona, oggi impegnato nella sua Trattoria da Oscar, nel cuore della cittadina umbra. Fatto sta che la Salama è arrivata sul serio, è stata cotta alla perfezione ed era buonissima. E per una volta lo Champagne ha perso, visto che l’abbinamento col Lambrusco era semplicemente perfetto.

Ho passato la serata cercando di smaltire l’ennesima abbuffata, ma soprattutto ad escogitare un desiderio per il prossimo anno…

*Qui e qui i suoi interventi su Tipicamente

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.