Cibo e vino. Alla salute!

La parola enogastronomia è strana, suona decisamente male. Sarà per quel “gastro” che richiama termini medici dal suono terribile per un ipocondriaco come me, ma il fatto è che non riesco proprio a farmela piacere (vogliamo parlare della gastroscopia?).

Detto questo, il settore ha riempito le parole e condito i termini con questioni noiosissime, per certi versi più irritanti di un tubo di plastica conficcato nella gola ad esplorare chissà che…

Tra queste ci metto le regole pseudo-scientifiche sull’abbinamento cibo-vino. Gli schemi, le formule e  i diagrammi non fanno per me (il curriculum del liceo parla chiaro) ma la loro comparsa in un mondo giocoso e gioioso come il nostro mi da sui nervi, come le mille altre questioni di lana caprina che ingessano il settore e lo rendono un pò più triste. E che diamine, se avessi voluto incartarmi il cervello avrei scelto di fare altro, no?

Ah, se almeno la questione fosse affrontata con un pizzico di goduriosa, empirica, profonda leggerezza (l’ossimoro è voluto), come ai tempi di Fabio Rizzari e Marco Sabellico sul Gambero Rosso Channel. Chi se li ricorda? Che nostalgia di quelle puntate!

Tant’è. Il succo del discorso è che, se siete alla ricerca di qualcuno che vi conforti con l’ultima teoria sui benefici del vino (se volessi stare meglio berrei solo depurativo antartico) o l’abbinamento perfetto per il bue muschiato o i gamberi primordiali dei laghi di Pilato siete arrivati sul posto sbagliato (in realtà questo non è il posto giusto praticamente per niente…).

Ma ogni regola, si sa, ha la sua eccezione e allora ecco spiattellata su questi schermi l’ultima teoria in materia. Irresistibile, forse, proprio perché mette insieme i due temi per me più odiosi: la salute e l’abbinamento cibo-vino.

E’ uno studio tedesco, pubblicato sulla rivista Gut e  ci dice che “i componenti degli alcolici che stimolano i succhi gastrici e il rilascio di gastrina sono probabilmente prodotti durante la fermentazione alcolica ed eliminati durante la distillazione”.  Insomma a fine pasto è meglio continuare con un bicchiere di vino, altro che grappino.

Altre ricerche ci spiegano perché facciamo bene ad abbinare bistecca e vino rosso: “Da un lato le proteine attenuano i tannini del vino, dall’altro il vino attenua le sostenza dannose (tipo i grassi ossidati) rilasciati con la digestione della carne“.

Sarà vero? E io che ne so, non sono mica Bressanini

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.