Ho scritto Lessona sulla sabbia

Dove eravamo rimasti? Ah già, alla versione-pillola (eh eh eh), quindi adesso possiamo cominciare ad entrare nei dettagli. Comincerei con la macchina del viaggio, una Ford Fiesta decollata da Avellino alle 6:47 spaccate con i seggiolini di dietro ribaltati per fare posto a valigie e cartoni di vino.

Ma come, direte voi, andate a visitare cantine e vi portate le bottiglie dietro? Ebbene sì, noi siamo come Totò e Peppino con la Malafemmina.

Ad essere sinceri, la vettura di bordo era virtualmente un pulmino: era come se avessimo con noi gli spiriti guida di Rossano Ferrazzano* e Armando Castagno**, coloro che più di tutti ci hanno fatto venire voglia negli scorsi anni di imboccare la Alessandria-Gravellona Toce.

Ma anche le anime beventi di Roberto Giuliani , Fabio Conan Cimmino, Mauro Big Viandante Erro, nonché di mio zio Carmine a cui devo il primo Gattinara bevuto in vita mia (Travaglini ’93, non sono sicuro dell’annata ma ricordo bene che lo bollai come un “vinello rasposo”, beata gioventù).

Per tutte le informazioni “serie” sull’Alto Piemonte, innanzitutto sulla sua estrema variabilità geologica e produttiva, vi rimando a quanto scritto da loro in questi anni, a cominciare da Gambero Rosso numero 173 (giugno 2006) e Bibenda numero 30 (Febbraio 2009). Con noi zozzoni dovete accontentarvi di qualche appunto di viaggio scarabocchiato qua e là nei rari momenti di lucidità.

Sorvolando sulla piacevolissima sosta parmigiana, la prima tappa è Lessona. E qui ci siamo subito fatti riconoscere: dopo aver letto gli articoli di cui sopra ci siamo presentati dai fratelli Sella in costume da bagno e asciugamani; Lello addirittura aveva portato secchiello e paletta.
Diavolo d’un Rossano: a furia di leggere questa storia delle sabbie, pensavamo di poter approfittare per dare una rinfrescata alla nostra tintarella…

Per fortuna che i fratelli banchieri non c’erano e ad accoglierci abbiamo trovato il gentilissimo cantiniere (Lello, aiutami col nome) che ha accettato di buon grado le nostre stravaganze e ci ha guidato nel magico mondo del Lessona e del Bramaterra.
L’azienda è stata fondata nel 1600. Ci avremmo creduto anche senza l’impianto decisamente retrò e per certi versi un po’ decadente che sembra animare la struttura.

Ma è solo un’impressione che svanisce immediatamente misurandosi con una batteria di vini formidabile per misura, purezza, personalità. La bottaia ospita fusti da 25 ettolitri di rovere di Slavonia e barrique rinnovate ogni anno solo parzialmente, variabili tecniche che dimostrano un peso assolutamente relativo nella comprensione di bottiglie didascaliche per certi timbri ferrosi e agrumati che fanno da trait d’union alle denominazioni dell’Alto Piemonte, ideali per cominciare a divertirsi leggendo le differenze di espressione di bottiglie partorite da terreni molto diversi.

Dieci ettari estremamente frazionati nel catino morenico di Lessona, tredici ettari a corpo unico a Bramaterra, i vini di Sella ripropongono ogni anno l’appassionante sfida tra le sabbie e i porfidi del biellese, dove il nebbiolo gioca a fare il pinot nero con il contributo non sempre facile da leggere di vespolina e croatina.

* Giornalista ed esperto di marketing, grande conoscitore del Nord Piemonte

** Giornalista e collaboratore principale della rivista Bibenda e della Guida 2000 Vini

Coste della Sesia Rosato Majoli ‘08

Circa 3.000 bottiglie, rosato da nebbiolo in purezza. Fresco, fragrante, appuntito, leggermente fermentativo nello sviluppo, beva garantita. € 8,30 in azienda.

Coste della Sesia Orbello ‘07

Nebbiolo 50%, barbera 20, croatina 15, cabernet sauvignon 10, vespolina 5, vigneti di Lessona. Estremamente carnoso e speziato, un timbro quasi viscerale di foglie e humus, agile e scorrevole seppur leggermente mancante di mordente e grip tannico. € 8,70 in azienda.

Coste della Sesia Casteltorto ‘06

Nebbiolo 60%, croatina 35, vespolina 5, da vigneti di Bramaterra. Terziario ed etereo nell’impatto aromatico, con sfumature quasi di cera. Più severo al palato con una grana tannica forse un po’ gessosa che inizia a graffiare in virtù di una materia più presente. € 12,90 in azienda

Bramaterra ‘06

Nebbiolo 70%, croatina 20, vespolina 10. Entrano in campo le note di fiori rossi, il frutto è quasi fragoloso, c’è un tocco di infuso e lavanda. Sottile, delicato, il finale è tutto all’insegna di erbe amare con un tannino che appare e scompare. € 16,50 in azienda.

Bramaterra I Porfidi ‘05

Stessi vitigni del Bramaterra “base”, è una selezione di cantina del vigneto di 13 ettari a Villa del Bosco. Respiro serio e arioso, spunti di frutto acido quasi borgognone, erbe aromatiche, grafite, sempre con un sottofondo floreale. Delicato ma compatto, fine, integrato con un tannino presente ma quasi cremoso, di grandissima finezza. € 24,00 in azienda

Lessona ‘05

Nebbiolo 80%, vespolina 20. Estremamente marino con note quasi di scoglio ad accompagnare un repertorio ampio e variegato di erbe e frutti rossi acidi. Netto il basilico e la genziana. Apparentemente stretto al palato, la bocca è incessantemente salivante con un tannino sempre presente-assente. Manca complessità e lunghezza, il finale sente una leggera diluizione alcolica ma la coerenza è massima. € 19,50 in azienda.

Lessona San Sebastiano allo Zoppo ‘05

Nebbiolo 85%, vespolina 15%. 2 anni di botte grande, 1 anno di barrique solo in parte nuove. In primo piano ginepro, bacche, macchia mediterranea, non puoi evitare di fare qualche pensiero rodaniano. In bocca è l’emblema dell’essenzialità senza fronzoli, non certo denso ma salino, progressivo, pieno di sapore, con un tannino multidimensionale che non accorcia la beva, tutt’altro. € 28,00 in azienda

Lessona Omaggio a Quintino Sella ‘04

Nebbiolo 85%, vespolina 15%. 3 anni di botte da 25 ettolitri. Il più old style: il frutto è leggermente “sacrificato” alle radici, al rabarbaro, al cassetto della nonna. Personalità indiscutibile, passo austero e quasi aristocratico, forse manca qualcosa da centro bocca, il finale è puro di erbe amare e radici ma sento un tannino più polveroso. € 32,00 in cantina.

Arbitro di calcio, runner, esperto di comunicazione con fama di persona seria e morigerata. Ero tutto questo prima di prendere 20 chili, scoprire il vino e auotoconvincermi di poter vivere scrivendone.