Friulano. Vivo, morto o X

Gli amici giuristi mi perdoneranno se contesto la leggerissima deriva che ha preso la così detta “proprietà intellettuale” e profetizzo a causa sua l’implosione del pianeta.

Vuoi chiamare il gatto Fifi? Niente da fare perchè quello è un marchio registrato da un accanito gruppo di  tifosi della Fiorentina. Hai in cantina duemila vini? Devi berne almeno uno perchè potresti essere citato da Franco Ricci e dai Sommelier di Roma, in un eccesso di zelo nella tutela della loro guida. E così via…

I casi di questo tipo sono miliardi, tra cui ricorderete la diatriba tra il Consorzio del Gallo Nero e il colosso californiano Gallo Winery, e per ultimo il povero Tocai friulano (un vino bianco, secco, che deriva dall’omonima uva), costretto a rinunciare al nome per via di un altro vino ungherese, il Tokaj, nettare per lo più dolce da uve furmint ed harslevelu.

Ma si sa che le tragedie, al giorno d’oggi, sono spesso accompagnate da un bel mucchio di soldi e la storia del Tocai non fa eccezione. Milioni e milioni per la promozione del nuovo nome, Friulano, in arrivo dalla prossima primavera.

Tutto bene allora, ci sarà il lieto fine? Forse. Perchè alcuni (come il simpatico Robert Figelj che vedete nel video), mostrano preoccupazione per come diversi big della zona stanno vivendo la vicenda. Se il Tocai era il vino di punta di molte aziende, non è detto che lo sarà anche il Friulano; alcuni addirittura non usciranno con questo vino in purezza, cioè con un’etichetta specifica, impiegando quelle uve nel taglio di altri vini.

Dopo il danno la beffa? Vedremo, io intanto sono impegnato a cercare un altro nome al gatto…

PS: Oltre alla chiacchierata sulle sorti del Friulano, l’incontro con Robert mi ha fatto conoscre meglio i suoi vini, soprattutto le nuove annate di alcuni bianchi. L’azienda Fiegl si trova a Oslavia (nel collio goriziano, al confine con la Slovenia) a pochi metri da Gravner, tanto per intenderci, ma i vini non potrebbero essere più diversi da quelli dello Josko nazionale. Anche se il territorio è quello, caratterizzato dalla ponka, come viene chiamata la marna da quelle parti.

Il Friulano, la Ribolla Gialla e soprattutto la Malvasia 2008 hanno una sottile eleganza aromatica che prosegue in un palato leggiadro, fresco e di grande sapidità. Mai eccessivo, anzi, senza un filo di pesantezza o eccesso alcolico.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.