Vissani. A prescindere da Vissani

Vissani è forse il ristorante più criticato e meno frequentato che conosco. Sarà che la figura del Gianfranco nazionale è stranota al grande pubblico, dunque capita spesso che il giudizio sul personaggio televisivo, o comunque sull’uomo (che ha qualche spigolo e diversi eccessi, va detto…) sia traslato automaticamente sul suo locale in zona Baschi, a pochi chilometri da Orvieto (e dall’autostrada).

Associazione sbagliata. Vissani è uno dei pochi ristoranti italiani di caratura internazionale, dove oltre allo straordinario livello della cucina si può vivere un’esperienza totale, indimenticabile. E dove tutto è perfetto: dall’eleganza degli arredi e dei tavoli ad un servizio superlativo, col giusto mix di professionalità e simpatia, passando per la cura maniacale dei seppur minimi dettagli.

Capitolo a parte merita ovviamente la cucina. Piatti e ricette che farebbero rabbrividire in qualsiasi altro posto del globo terracqueo, specie per l’apparente accozzaglia degli ingredienti più impensabili e disparati, trovano grazie al genio di Vissani e alla sua nutrita brigata un equilibrio inimmaginabile.

No dico, in quale altro posto avreste il coraggio di ordinare delle triglie con mousse di fondente al peperoncino, gratin di patate e arancia, salsa di pomodoro?

Da Vissani c’è lo stile Vissani, senza deroghe, fedele solo a se stesso, addirittura irriverente verso le tendenze e i nuovi credo. Zaia predica lo sciopero dell’ananas e Slow Food la dottrina della spesa a chilometro zero? Vissani ordina tir di prodotti e ingredienti esotici, provenienti da ogni dove, con l’unica regola dell’eccellenza. C’è la crisi? Vissani propone in carta un antipasto a 300 euro con foie gras, caviale e tartufo… E mi fermo qui.

Per tornare al punto di partenza: cioè ad un locale profondamente diverso da come lo si dipinge. Per esempio, è vero che il conto è salato ma non quanto si dice in giro (sui 180 euro, ma c’è anche una formula per il pranzo dove se ne spendono 30); e comunque non è così diverso da quello dei ristoranti di pari livello. Forse, se qualcosa di sbagliato c’è, va cercato sul fronte dell’immagine veicolata, della comunicazione.

Perchè è incredibile che in un posto così speciale si registrino (mi è capitato due volte su due, per dirla alla Mourinho) Zero tavuli

Una delle due splendide sale del ristorante desolatamente vuota. Una scena piuttosto frequente

Capellini al limone e rancetto con battuto di scampi, mousse di melanzana, uovo all’occhio di bue e salsa di albicocche

L’eleganza e la cura maniacale di ogni dettaglio è da Vissani un autentico chiodo fisso

La nutrita brigata nelle splendide cucine del ristorante

FOTO: ANNA SETTEPOSTE

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.